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E ora Tavecchio scomoda anche Kennedy

ROMA - Una poltrona che scotta. Alla vigilia di una settimana densa di appuntamenti cruciali (oggi l'assemblea della Lega Pro a Firenze, giovedì si riunisce la B e domenica l'Aic) in vista dell'Asse...

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ROMA - Una poltrona che scotta. Alla vigilia di una settimana densa di appuntamenti cruciali (oggi l'assemblea della Lega Pro a Firenze, giovedì si riunisce la B e domenica l'Aic) in vista dell'Assemblea elettiva della Figc dell'11 agosto, la presidenza della Federcalcio è in alto mare.

Carlo Tavecchio, finito sulla graticola mediatica e in fase nettamente calante, rimane comunque l’attuale favorito e ieri ha reagito con rabbia per il trattamento degli ultimi giorni: «L'assassino di Kennedy non ha subìto quello che ho subìto io». Il presidente della Lnd è sostenuto dalle Leghe minori ma ha una maggioranza che in serie A è diventata molto risicata, è diventata cruciale per lui l'Assemblea di oggi della Lega Pro. «Davanti a un non consenso di una Lega importante si farebbero altre considerazioni» ha ammesso Tavecchio rispondendo ad una domanda su cosa farebbe se oggi la Lega Pro gli ritirasse l'appoggio. A Firenze non sarà presente neanche l'altro candidato Albertini, che a sua volta ha smentito con forza l'ipotesi di accordi in vista. «Leggo di possibili accordi che mi riguardano. Non baratto nessuna poltrona per le mie idee - ha tuonato l'ex centrocampista del Milan e della Nazionale - vedo invece che il palazzo del potere continua a scricchiolare. Tanti si stanno allontanando, rimangono le solite facce».

Dietro ai due contendenti continuano le prese di posizione. Ieri a dire la loro sono stati due pilastri della Nazionale, Giorgio Chiellini e Daniele De Rossi: entrambi si sono nettamente espressi per Albertini. Particolarmente duro con Tavecchio è stato il romanista: «In America, Francia e Inghilterra per dichiarazioni come le sue il giorno dopo ti fanno dimettere - ha sottolineato De Rossi - forse non sarà razzista, ma le sue parole sono state gravi».

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