Il dietrofront di Paulinho No al Verona, vola a Doha
Era tutto fatto con i veneti, poi il ripensamento legato anche al ricordo del Moro L’Al Arabi ha chiuso per quasi otto milioni, l’attaccante ne prenderà due all’anno
LIVORNO. Tutti in piedi. Standing ovation per Paulinho. Il bomber venuto dal Brasile nell'inverno del 2005 saluta il Livorno dopo quasi dieci anni, 162 presenze e 53 reti. Manca solo l'ufficialità, ma ormai Paulo Sergio Bettanin può essere considerato a tutti gli effetti un giocatore dell'Al Arabi. Oggi o al massimo domani si imbarcherà sull'aereo con destinazione Doha dove indosserà la maglia rossa dell'Al Arabi la società del Qatar, nella quale in passato hanno giocato gli ex viola Effenberg e Batistuta.
Le cifre. Il suo allenatore sarà Dan Petrescu, romeno con un passato nel Genoa di Spinelli. E chissà che tra il presidente e il suo ex giocatore non ci sia stata pure qualche telefonata utile a definire la trattativa. «Paolo» è atteso da un contratto triennale da due milioni di euro netti a stagione. Nelle casse amaranto finiscono 8 milioni. Signori: siamo di fronte a un grande affare. Per il ragazzo e per il Livorno.
Estate torrida. Dalla fine del campionato a oggi Paulinho ha vissuto due mesi caldissimi. Da settimane il Gaucho era in cima alla lista dei desideri di molte società europee e di mezza serie A. Ricordate? All'asta hanno partecipato lo Stoke City, il Southampton, il Crystal Palace, i greci dell'Olympiacos. Ci hanno provato anche gli arabi dell'Al Jazira che poi hanno ripiegato su Vucinic. Negli ultimi giorni il Verona ha sferrato un attacco deciso, ma i colpi gialloblù sono stati sparati a salve.
Marameo Hellas: il retroscena. Gli ultimi tre giorni amaranto di Paulinho sono quasi romanzeschi. Mercoledì il ragazzo è tornato in Italia dopo aver trascorso le vacanze in Brasile. Il tempo di smaltire la stanchezza e via a Carpi insieme al suo procuratore Andrea Bagnoli per sedersi attorno al tavolo apparecchiato con tovaglia gialloblù. Da una parte c'era il ds scaligero Sean Sogliano. Dall'altra quello amaranto, Signorelli. L'assenza di Elio e Paulinho alle esequie di Alessandro Nicola non era passata inosservata, ma aveva una motivazione ben precisa. L'altro pomeriggio l'attaccante di Caxia do Sul era virtualmente un giocatore del Verona. Le parti erano d'accordo su tutto. Il presidente Setti era pronto a effettuare un bonifico di sette milioni sul conto del Livorno senza ulteriori bonus. Novecento mila euro invece l'ingaggio per il bomber. Poi la notte ha portato consiglio.
I tormenti del cuore. Vai a dire in giro che un uomo al quale è stato proposto uno stipendio milionario, non chiude occhio la notte successiva e come minimo ti prendono per pazzo. Invece tutto è possibile nel calcio, specie quello colorato d'amaranto.
Tra giovedì e ieri Paulinho pensa a Livorno, a quella gente che l'ha visto ragazzino. Poi guarda al suo polso dove indossa il braccialetto amaranto in ricordo di Piermario Morosini. Al risveglio chiede un tempo supplementare di riflessione. Passare da Livorno al Verona non è uno scherzo per questo ragazzo educato e introverso che ora è pieno zeppo di dubbi.
Il colpo di scena. Nella fase di stand by ecco il colpo di scena. A toglierlo dagli impicci ci pensano i qatariani dell'Al Arabi a cui non mancano soldi, idee e tempismo. La loro è un'offerta irrinunciabile. Triennale e due milioni a stagione. Al Livorno va addirittura qualcosa in più dei sette milioni promessi da Setti. E allora ciao Mandorlini, ciao curva più nera d'Italia, ciao frangia di tifosi che infamò Piermario. Paolo si veste di rosso. Da oggi l'Al Arabi avrà tanti tifosi in più.
Le altre trattative. Definita la cessione di Paulinho il Livorno può impegnarsi nel mercato in entrata.
Per Maicon siamo davvero ai dettagli. Prosegue il corteggiamento a Daniele Vantaggiato mentre il Frosinone punta dritto su Dionisi. Per il ruolo di secondo portiere Micai è in pole position con Aldegani che è comunque pronto a rimettersi in pista in caso di necessità. Questi, però sono movimenti secondari.
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