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Epico Federer a Wimbledon, ma non basta

Epico Federer a Wimbledon, ma non basta

Svanisce il sogno dello svizzero di conquistare l’ottavo titolo: Djokovic vince al quinto set e torna numero 1 Atp

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LONDRA. Dopo tre anni Novak Djokovic riconquista i Championships, interrompendo una striscia di tre finali Slam perse di fila, ma contro Roger Federer il serbo è costretto a superarsi, imponendosi al termine di cinque estenuanti set. Tre ore e 56 minuti è durata la 128ª finale di Wimbledon, un match infinito, pieno di emozioni, colpi spettacolari e ribaltamenti di punteggio. Vinto con merito da Djokovic, da oggi nuovo numero uno al mondo, implacabile nei colpi da rimbalzo ma soprattutto feroce nella tenuta mentale.

Perché quando nel quarto set Federer gli annulla un match-point, infilando cinque giochi consecutivi per trascinare l'incontro al quinto set, il serbo non deraglia. Non si è scoraggiato nè si distrae quando nel set decisivo, sul punteggio di 3-3, lo svizzero ha una palla-break che vale un'ipoteca sulla vittoria. Momenti di una finale che ha fatto rivivere la rivalità di fine anni '80 tra Boris Becker e Stefan Edberg, rispettivamente coach del serbo e del campione di Basilea.

Vince Djokovic nonostante la pioggia di ace (29) e le continue discese a rete (44 punti) del suo avversario che ha potuto contare sull'incondizionato tifo dei 14mila del Centre Court, tra i quali l'erede al trono William, accompagnato dalla moglie Kate. Vince Djokovic nonostante abbia servito meno prime (62% contro il 69% di Federer), raccolto meno punti sulla prima di servizio (73% a 77%), totalizzato meno vincenti (68 a 75). Vince Djokovic perché nel momento cruciale del match, il quinto set, ha servito meglio, e sfruttato con lucido cinismo il passaggio a vuoto decisivo di Federer nel decimo gioco.

Salgono così a sette gli Slam del serbo, che non vinceva un Major da oltre un anno e mezzo, per la precisione dagli Australian Open 2013. Da allora aveva perso tre finali consecutive: Wimbledon e US Open 2013, Roland Garros 2014.Pareva ormai averci fatto l'abitudine, oggi si è ribellato.

Stupendosi da solo. «Non so come ho fatto a non perdere la testa dopo il match-point mancato nel quarto set - le parole di Nole al termine della finale -. E' una giornata speciale perchè ho sempre sognato di vincere questo torneo, il più prestigioso al mondo. E oggi ci sono riuscito per la seconda volta». La gioia stravolta di Djokovic si specchia con la delusione di Federer, che sognava di staccare Wlliam renshaw e Pete Sampras con l'ottavo sigillo all'All England Club. Dovrà attendere almeno altri 12 mesi per provarci: nonostante le 33 primavere ha già detto che ci sarà.

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