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A Marassi Juve in affanno, Calaiò la grazia dal dischetto E all’89’ scatta il castigo: punizione magica di Pirlo
GENOVA. - Una magistrale punizione di Pirlo al 44’ del secondo tempo ha firmato la vittoria che forse ha dato lo scudetto alla Juve, che però è parsa un pò stanca. Il Genoa l’aveva bloccata sfiorando il colpaccio. Buffon ha parato un rigore di Calaiò, che l’ha tirato male: il capitano della Juve -che ha raggiunto Zoff a 476 presenze- ha ipnotizzato l’attaccante rossoblù, secondo noi emozionato, e la Juve ha evitato lo svantaggio, prima del gol di Pirlo. È stata una battaglia. E nella lotta senza quartiere che si è instaurata in mezzo al campo, ci ha rimesso la Juventus, che non è riuscita ad avere superiorità, anzi ha corso qualche pericolo, anche se un gol annullato a Osvaldo era forse valido. Ma c’era forse anche un rigore su Bertolacci. Sturaro, Matuzalem e Antonelli sono stati i migliori nella prima parte della gara fra i rossoblù, mentre Caceres e Pogba hanno fatto le cose migliori fra i bianconeri. Nella ripresa i rossoblù sono apparsi ancora combattivi, la Juve ha fatto registrare una flessione, ma poi ha trovato il gol della vittoria, su una punizione che s’è procurato Quagliarella. La Juventus ha vinto quindi, pur senza dominare (anzi) dopo la non brillante pausa in Europa League contro la Fiorentina e ha colto punti decisivi che le hanno dato un maggiore slancio per la conquista del terzo scudetto e dei cento punti. Per il Genoa, un altro risultato negativo in una stagione altalenante, ma con una bella prestazione. La squadra bianconera non si è scrollata di dosso quella stanchezza e le difficoltà emerse contro i viola. Gasperini, privo dello squalificato Cofie, ha recuperato Burdisso, Bertolacci, Antonelli, Sculli e Matuzalem: tante novità. Conte, privo di Tevez, lo ha rimpiazzato con Osvaldo, riportando Pirlo al timone; in extremis Barzagli ha dato forfeit. Lo ha sostituito Caceres. L’aggressività del Genoa ha impedito alla Juventus nelle prime battute di prendere in mano il comando delle operazioni. I rossoblù son partiti bene e Buffon ha spesso avuto la palla per le mani. Nente pericoli veri, però. I toni agonistici sono apparsi subito elevati. Insomma, gran correre, scontri, tentativi di andare in avanti, ma nessuna conclusione di rilievo, per un bel pò. I rifornimenti per gli attaccanti sono apparsi rari. Un colpo di testa scomposto di Bertolacci ha fatto gridare al rigore per un intervento di Lichtsteiner che lo ha toccato con le gambe, sbilanciandolo. Al 40’ Pogba in contropiede ha messo Osvaldo in condizione di andare a segno. Mazzoleni ha annullato per un offside molto discutibile. La partita non è cambiata nella ripresa. All’11’ tuttavia il Genoa ha avuto due grandi occasioni per segnare: Antonelli si è fatto largo in area e ha poi tirato, ma Buffon ha respinto e la palla è finita dalle parti di Motta, sulla destra: il tiro dell’esterno rossoblù è finito a lato. Poco dopo, al 26’, un mani di Vidal su cross di Motta da destra, ha indotto l’arbitro a indicare il dischetto. Buffon ha parato il tiro di sinistro di Calaiò, abbastanza centrale. Lo scampato pericolo ha stimolato la Juve che è andata in avanti: Pogba di testa ha messo alto di testa. Conte ha fatto entrare Quagliarella al posto di Osvaldo, poi Isla (Lichtsteiner) e Padoin (Vidal). Al 44’, una punizione di Pirlo da venti metri, ha dato la vittoria-scudetto alla Juve.
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