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Il Puma ruggisce e chiama il branco
La carica di Emerson: «Col Bologna ci serve la spinta del pubblico, noi ci metteremo cuore e voglia di vincere»
LIVORNO. Si dice che il valore, quando è sfidato, si moltiplica. Bene: è arrivato il momento di tirar fuori tutto il valore che il Livorno ha dentro, perché dietro l’angolo c’è La Sfida.
Carica Emerson. I leader escono alla scoperto. E fanno bene. «Sarà una partita fondamentale - grida Emerson - e dovremo scendere in campo con il vero spirito da battaglia».
Il “Puma” è uno di quelli che contano nello spogliatoio. Silenzioso ma non troppo, sempre una parola buona per i compagni, la dolce autorità di chi guarda gli altri senza mai sentirsi al di sopra. «Bisogna soffrire e lottare, queste devono essere le armi del Livorno».
Ma c’è anche un messaggio tutt’altro che cifrato che Emerson lancia alla città: «Domenica spero che ci sia uno stadio a spingerci. Io sono qua da due anni e ti garantisco che a volte la vera differenza la fanno i tifosi. Nella squadra ci sono tanti giovani, il calore dello stadio può fare la differenza. Ormai siamo al momento decisivo della stagione, se giochiamo in 12 credo che sarà dura per tutti, anche per il Bologna»
Scontri diretti. Ha ragione Emerson. Siamo alla volata finale. E a 11 giornate dalla fine qualche numero bisogna guardarlo. E la valutazione degli scontri diretti ci fa capire ancora di più quanto sia importante Livorno-Bologna. Perché al momento abbiamo lo scontro diretto favorevole col Catania (2-0 andata al Picchi, 3-3 al ritorno) e col Sassuolo (doppia vittoria, 4-1 all’andata e 3-1 al ritorno), mentre col Bologna partiamo da un soft 1-0 per loro.
Considerando che là in fondo al momento è un gran calderone, dove tutto si gioca sul filo, avere gli scontri diretti favorevoli sarebbe un gran bel colpo.
Bologna e Diamanti. La rosa del Bologna, obiettivamente, non fa spavento. Qualche buon elemento, ma niente di eccezionale.
L’unico “giocatore” nel vero senso della parola era Alino Diamanti, che tra l’altro ieri è andato di nuovo a segno nella seconda partita della Champions asiatica (1-1 sul campo dei giapponese dell’ Okohama Marinos, splendido il gol su punizione).
Questo però non vuol dire che bisogna andare all’attacco a testa bassa. Perché il Bologna da trasferta ha ottenuto i suoi risultati più importanti proprio senza Diamanti: ricordiamo un Cagliari-Bologna 0-3 con Alino squalificato, poi le ultime due trasferte Torino-Bologna 1-2 e Verona-Bologna 0-0 (quest’ultima con rigore sbagliato da Bianchi). Insomma, testa sulle spalle, oltre naturalmente a tanta aggressività, voglia di vincere e rabbia.
Ballardini e Acquafresca. La lista di coloro che hanno detto “no” al Livorno è abbastanza lunga, domenica sbarcano al Picchi un paio di nomi. Uno sembra sia il tecnico Ballardini (contattato dopo il ko col Chievo) anche se nessuno inevitabilmente ha mai confermato; l’altro è l’attaccante Acquafresca che doveva arrivare in un cambio alla pari con Emeghara ma scosse la testa. La vendetta avrebbe davvero un bel sapore.
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