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Livorno

Si sono spente le Luci Il capitano ko per sei mesi

di Fabrizio Pucci
Si sono spente le Luci Il capitano ko per sei mesi

Lesione al legamento crociato del ginocchio, oggi la visita e poi l’intervento Un fiume di sms e messaggi. E un retroscena: ha detto no a una super offerta

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LIVORNO. Il capitano si ferma. Il Livorno andrà a caccia della salvezza senza il suo uomo simbolo, quello che dà l'esempio nello spogliatoio e in campo. Adesso è ufficiale: il ginocchio di Andrea Luci ha fatto crac. I sinistri presagi di domenica pomeriggio sono diventati una brutta realtà ieri dopo l'ora di pranzo quando la società sul suo sito ufficiale ha diramato un comunicato che non lascia spazio al suo recupero prima del prossimo campionato: "In seguito agli accertamenti medico strumentali effettuati dopo il trauma distorsivo riportato nella gara di Cagliari - vi si legge - al capitano è stata riscontrata la lesione completa del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Per il giocatore amaranto il campionato in corso può considerarsi concluso". La prognosi è di circa cinque-sei mesi. Andrea tornerà in campo per il prossimo ritiro estivo. Questa mattina il capitano sarà sottoposto a una nuova visita specialistica dopo di che la società deciderà la tempistica per l'intervento chirurgico di ricostruzione del legamento. E' una mazzata. Per l'uomo, per il calciatore e chiaramente per il Livorno che nella fase cruciale della stagione perde uno dei suoi punti di riferimento per qualità e personalità. Beffardo il destino di Luci: nella gara di andata con il Cagliari segnò il suo primo gol in serie A. Sempre contro i rossoblù ha vissuto la sua domenica più nera.

Solidarietà al capitano. Dalle tre e mezzo di domenica pomeriggio il cellulare di Andrea Luci ha lavorato senza soluzione di continuità. Il capitano del Livorno è stato tempestato di telefonate e sms con cui ex compagni di squadra e suoi vecchi allenatori gli hanno espresso la loro vicinanza. C'è pure chi ha affidato ai social network i propri pensieri. Lo hanno fatto due bandiere amaranto. Davide Balleri e Tomas Danilevicius. Il Pendolino ha scritto: "Vicino ad Andrea Luci. Ti aspettiamo, capitano". Stesso concetto espresso dal lituano di casa nostra, che con Luci ha giocato nella stagione 2010/11: "Dai capitano, forza!". Il primo è stato l'amico di sempre oltre che socio in affari, Luca Mazzoni: "Dispiaciuto per Andrea spero che qualcuno si ricordi che il capitano deve rimanere a Livorno fino a fine carriera!"

Il retroscena del contratto. Le frasi di Mazzoni non sono campate in aria. Andrea Luci, infatti, è in scadenza di contratto per cui l'infortunio è capitato nel momento meno indicato. Nelle scorse settimane era iniziata la trattativa per il rinnovo, che al momento però non è stato ancora stipulato. In teoria il Livorno potrebbe lasciare libero il capitano dopo il 30 giugno. Nei fatti non farà così perché Luci per l'amaranto ha sempre dato tutto: anima, sudore, cuore e pure il ginocchio sinistro. La riconoscenza è una firma da apporre sul prossimo contratto. A gennaio una società importante aveva avanzato al giocatore un'offerta quasi irrinunciabile: contratto pluriennale e ingaggio sostanzioso. Andrea Luci, la pasta del capitano, ha risposto con un 'no, grazie'. Eppure in quel periodo il Livorno navigava a fari spenti nel tunnel della crisi. Per molti sarebbe stato più facile salutare tutti a accasarsi altrove. Luci no. C'è sostanza amaranto nelle sue vene. E agli amici più stretti confidò: "Se il Livorno affonda, io voglio affondare con quella maglia sulla pelle". Ecco perché Andrea merita di resta qui. Fino al termine della carriera. Come dice Mazzoni.

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