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Livorno

La staffetta c’è E’ quinta dietro le grandi potenze

Una splendida staffetta, molto combattuta fino alla fine, che regala alla Svezia il ruolo di dominatrice dell’Olimpiade grazie al successo di Nelson, Richardsson, Olsson e Hellner, capaci anche di...

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Una splendida staffetta, molto combattuta fino alla fine, che regala alla Svezia il ruolo di dominatrice dell’Olimpiade grazie al successo di Nelson, Richardsson, Olsson e Hellner, capaci anche di tenere dietro la Russia che desiderava con tutte le forze questo oro. Al terzo posto, per la prima volta nella storia, la staffetta francese. Giù dal podio, ancora una volta, la Norvegia anche se con un forcing finale Northug riesce a trasformare il quinto posto nel quarto ai danni dell’Italia, che si piazza comunque onorevolmente davanti a Finlandia, Svizzera, Repubblica Ceca e Germania. La gara degli azzurri è cominciata ad handicap a causa della caduta di Dietmar Noeckler nella fase di lancio. Si è creato un buco che ha costretto l’Italia a rimanere attorno alla quinta-sesta posizione sia con lo stesso Noeckler che con Giorgio Di Centa in seconda frazione. Il distacco era minimo, ma la fatica molta, mentre Finlandia e Svezia se ne andavano inseguite a distanza da Francia e Repubblica Ceca. Nella terza frazione per l’Italia parte Roland Clara e rimane con i più forti finchè il russo Alexander Legkov rompe gli indugi e decide di andare a prendere una medaglia. Il russo mette in atto un forcing terribile che permette al gruppetto di nazioni arretrate di farsi sotto alle prime, mentre crolla la Finlandia. Così, rimane davanti solo la Svezia, Francia e Russia inseguono e l’Italia cambia al quarto posto tenendo accese le speranze. Ma davanti nessuno cede e alle spalle di David Hofer si fa pesante la rimonta di Petter Northug. Alla fine l’Italia è quinta con 1’22«7 dai vincitori. Tutti gli azzurri hanno combattuto da leoni e sono sempre stati protagonisti di una gara durissima, su una neve difficilissima da domare.

«Abbiamo combattutto tutticome leoni, ci abbiamo provato ma non è stato abbastanza - commenta Giorgio Di Centa - non è facile essere fra i migliori tre, e mi dispiace molto soprattutto per i miei compagni perchè ne avrebbero bisogno per sbloccarsi definitivamente e fare quel salto di qualità che si meritano. È successo a me dopo la medaglia di Salt Lake City nel 2002). Ho ricordato a tutti che siamo comunque i quinti al mondo e non è poco, è un gran risultato». «Ho fatto il massimo possibile, purtroppo la caduta mi ha un pò condizionato ma ho cercato subito di richiudere il buco - la parole del primo frazionista azzurro Dietmar Noeckler - penso che ognuno di noi ha fatto la sua parte». Roland Clara: «Ci è mancato solo quel pizzico di fortuna che non abbiamo avuto nè oggi nè lo scorso anno ai Mondiali di Fiemme. Siamo sempre fra i migliori, siamo fra le poche Nazioni che possono schierare quattro uomini di alto livello ma non riusciamo ad avere quel pizzico in più che ci porterebbe al grande risultato». Infine, David Hofer: «Ci ho messo tutto quello che avevo per provare ad andare a riprendere Russia e Francia. Nessuna delle due ha ceduto e intanto avevo Northug che mi rimontava alle spalle. Ho tenuto fino quasi alla fine, poi non ce l’ho fatta più e ho dovuto cedere il quarto posto».

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