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«Inner» lampo d’argento e Zoeggeler è nella leggenda

 «Inner» lampo d’argento e Zoeggeler è nella leggenda

Splendida partenza dell’Italia dello sci alpino con il secondo posto nella discesa Il Cannibale non delude nello slittino: il bronzo è la sua sesta medaglia in sei edizioni

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A Vancouver l'acuto dello sci era arrivato a sipario quasi calato. Quando nessuno ci sperava più. A Sochi la neve azzurra inverte l'ordine e regala la prima medaglia dei Giochi all'Italia: ci pensa Christof Innerhofer, 29 anni di Brunico, a illuminare la pista di Rosa Kuthor riportando in azzurro una medaglia nella discesa che mancava da 38 anni. In passato solo altri due erano riusciti nell'impresa: Zeno Colò nel '52, e fu oro, e Herbert Plank, bronzo a Innsbruck '76. E se la neve fa festa, lo slittino scrive la storia: Armin Zoeggeler a 40 anni, venti dopo il primo bronzo olimpico, si prende un'altra medaglia, bronzo, la sesta in altrettante edizione dei Giochi. L'unico, nella storia, ad essere riuscito nell'impresa di salire sempre sul podio in sei edizione consecutive delle Olimpiadi. «Questa è stata la mia gara quasi perfetta» dice l'azzurro, due ori a cinque cerchi e un'infinità di titoli e medaglie, l'ultima prima di questa d'oro agli Europei. Un attimo di pausa poi continua: «È un bene per me, per lo sport e per l’Italia. È molto bello, sono felice di questa medaglia». C’è anche la possibilità di guardare al futuro. Non di smettere con lo slittino ma con i Giochi sì: «Questa è davvero la mia ultima Olimpiade. Il record delle sei medaglie in altrettanti Giochi? Non lo so, non ho parole... È stato bello aver rappresentato l’Italia». L’oro è andato al tedesco Felix Loch. Una giornata di festa per l'Italia, arrivata a Sochi con non troppi numeri da podio. La giornata si è aperta con l'argento che per soli sei centesimi non è stato oro: minimo il distacco tra Innerhofer e l’austriaco Matthias Mayer, neo campione olimpico, sfrecciato quasi a sorpresa in una gara che ha visto capitolare il favorito della vigilia, l'americano Bode Miller, e Aksel Svindal. «Ho coronato un sogno» ha detto l'azzurro, il bello della neve made in Italy, modello per l'intimo, con un hobby: le ragazze. Il ct Claudio Ravetto nella quaterna dei velocisti aveva puntato su di lui, e non si è sbagliato. Occhi di ghiaccio, sorriso Durban's, faccia aperta da bravo ragazzo con le stimmate sulla fronte di un brutto incidente in allenamento, Innerhofer ha conosciuto la fatica dell’operaio, del piastrellista prima di incarnare il nuovo mito azzurro dell'uomo jet e di realizzare il suo sogno. «Mi lamentavo quando andavo a sciare sui ghiacciai mentre i miei amici andavano in piscina, ma quando ho lavorato in cantiere ho capito quanto era bella la vita dell'atleta», confida l'atleta altoatesino in un italiano imperfetto a Casa Italia, dove è andato a festeggiare la sua medaglia stappando una maxi bottiglia di spumante e bevendo a canna. Ora è bersagliato da flash e telecamere, ma lui è abituato. E non solo per la sua brillante bacheca di titoli (tre medaglie ai Mondiali 2011 di Garmisch e 6 vittorie in Coppa del mondo) ma anche perchè ama la mondanità, la pubblicità, le passerelle di moda. «Mi divertono», confessa il neo appuntato delle Fiamme Gialle originario di Foiana, da un paio d'anni testimonial della scuderia Armani e modello per servizi fotografici di qualche griffe, compresa Intimissimi (sponsor della Fisi), per la quale ha posato in slip. «In montagna trovo la tranquillità, ma in città c'è più vita, vado spesso a Roma e Milano per eventi, fotoshooting, serate tv», racconta Inner, che cura moltissimo il suo look. . Gli piace anche “fare slalom” in Borsa, oltre a trekking, ciclismo e andare per funghi. Ormai si è cucito addosso l'immagine del bello, bravo e simpatico, anche se preferisce «lasciare giudicare gli altri, soprattutto le donne», confermando le voci sulle sue doti di seduttore, oggi però impegnato con Martina, una giornalista altoatesina. E per ora non pensa al Super-G: «Mi godo il momento, ma continuate a fare il tifo perché ne vale la pena».In serata il messaggio di congratulazioni del presidente Giorgio Napolitano a Giovanni Malagò: «Complimenti per il buon inizio».

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