Il Tirreno

Livorno

Tre punti Champions, per ora...

Tre punti Champions, per ora...

Roma autorevole a Verona: rafforza il secondo posto e rosicchia due lunghezze alla Juve

3 MINUTI DI LETTURA





VERONA. La Juventus nel mirino? Forse è troppa grazia, ma dopo averla eliminata in Coppa Italia la Roma lima due punti al vantaggio bianconero e attende con maggiore interesse la visita dei bianconeri all'Olimpico alla penultima giornata: chissà che i giochi a quel tempo non siano ancora aperti, perlomeno matematicamente. Ma a parte questo, la squadra di Garcia ottiene due risultati certi dalla non facile trasferta di Verona: secondo posto Champions molto rafforzato (ora sono 6 punti, gli stessi del vantaggio juventino sui giallorossi) e ulteriore prova di forza e compattezza.

Il protagonista primo del successo romanista è il ritrovato Gervinho che di fronte ad una difesa incerottata fa un assist e un gol decisivo ( quello del 2-1); ma protagonista è anche la panchina eccellente della Roma dalla quale Garcia pesca a piene mani trovando il break decisivo nel secondo tempo dagli innesti di Pjanic, Florenzi e addirittura di capitan Totti che in quarto d’ora trasforma un rigore (dubbio), prende una traversa e dà un paio di palloni di alta qualità, dimostrandosi decisivo anche nell’insolita veste di riserva.

Il Verona non batte la Roma dal 20 ottobre del 1996 e non era ieri la giornata giusta per fermare il filotto negativo. Soprattutto perché i padroni di casa si presentano con una difesa in emergenza priva di Moras, Albertazzi e Agostini, che diventa urgenza quando a 8 minuti dalla fine del primo tempo Maietta esce per infortunio costringendo Mandorlini a ricorrere a Donadel rimodulando l'ultima linea con Marques e Gonzales centrali, e non è un caso che da lì in poi la Roma trovi spazi e gol che fino a quel momento non aveva trovato, a cominciare dall’1-0 di Ljajic propiziato da Gervinho. Serve una distrazione dei capitolini (errore di Castan) e un loro momento di pausa, in avvio di ripresa, per permettere ai padroni di casa di pareggiare, ma il gol di Hallfredsson è un lampo isolato e tutto sommato episodico in una partita quasi dominata dai giallorossi.

La Roma infatti con l’ingresso di Pjanic riassetta in pochi minuti gli equilibri, torna a comandare il gioco e il secondo gol matura quasi naturalmente. Questa volta Gervinho si dedica allo slalom infilandosi fra i difensori e fa un gol capolavoro. Il Verona, con Toni isolato, Iturbe ombreggiato dal solito monumentale Benatia e con soltanto Hallfredsson a disturbare i sonni di De Sanctis fa quello che può. La squadra di Mandorlini sembra aver perso il “perlage” che ne aveva caratterizzato il frizzante girone di andata, manca vistosamente Jorginho e al sostituto Donati non basta la volontà per spaventare le difese altrui. Il sigillo sulla partita lo mette Totti su rigore contestato, e probabilmente a ragione, dai gialloblù: ma la sostanza non cambia e la vittoria romanista non fa una grinza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web