Il Tirreno

Livorno

«Non me ne vado», però Mazzarri è messo proprio male

«Non me ne vado», però Mazzarri è messo proprio male

Inter inguardabile, anche il Catania fa un punto a San Siro Diluvio di fischi, Thohir va via senza aprire bocca

3 MINUTI DI LETTURA





MILANO. Erik Thohir lascia lo stadio scuro in volto senza parlare, Moratti concede un sorrisino tirato a parità di mutismo; poche parole anche in tribuna fra i due patron, molti sguardi nel vuoto e qualche segnale garbato di stizza.

È l’immagine dello sconforto in casa Inter per l'ennesima occasione sfumata. Un pareggio - pessimo - in casa contro il Catania ultimo in classifica che costringe Walter Mazzarri a un'altra settimana difficile e a chiedere esplicitamente una mano alla tifoseria esasperata. «Molti giocatori - esordisce il tecnico - non sono abituati a certe pressioni. Oggi purtroppo non c'era tanto entusiasmo sugli spalti, sembrava una gara a porte chiuse. Soprattutto in casa avvertiamo il momento, c'è il freno a mano tirato. Non siamo tranquilli e sbagliamo. Per fortuna, nonostante tutti i risultati, siamo quinti e cercheremo di difendere questa posizione». A rendere complicata la vigilia i cattivi risultati recenti ma anche le tante voci di mercato: in particolare la trattativa sfumata per lo scambio Vucinic-Guarin ha animato la tifoseria, ieri dura nel contestare Branca e Fassone. «Non è stata solo colpa della tifoseria - sottolinea Mazzarri - se non si è fatto lo scambio, è perché ci sono state una serie di valutazioni dell'ultim'ora. Diciamo - sorride agro il tecnico livornese - che se è vero che il tecnico bravo è quello che si fa prendere i giocatori forti, io purtroppo non ci sono mai riuscito».

Oltre a seguire le sospirate e per ora inesistenti novità del mercato, Mazzarri ora dovrà preparare la squadra alla difficile trasferta di Torino in casa di una Juventus sicuramente vogliosa di chiudere la sua parentesi negativa e al contempo di spedire all’inferno l’eterna avversaria, con la quale è pure calato il gelo. In caso di sconfitta Mazzarri rischia il posto? Nessuno lo dice, e tuttora il tecnico non è entrato nel mirino dei tifosi infuriati, ma l’ipotesi c’è eccome, e infatti qualche cronista dopo l’ennesima delusione di ieri lo sfrucuglia. «Dimissioni? Non vedo perché dovrei andarmene - replica un Mazzarri più abbacchiato che battagliero - è un anno difficile e questo la società lo sa bene, se non si riesce a fare mercato dovrò fare con quello che ho. Cioè con tanti giocatori che non sono abituati all’obbligo di vincere, e con altri come Milito che invece sanno di cosa si parla ma devono recuperare. Serve tempo, molta pazienza, e servirebbe anche un po’ di fiducia...»

Aspettando una svolta in cui forse nemmeno più il tecnico riesce a credere, l’Inter annaspa e col Catania colleziona un’altra prestazione scialba, senza mordente e senza intensità. Davanti allo spettrale Thohir che era andato ad incitarli anche negli spogliatoi, i nerazzurri mostrano tutti i loro limiti sul piano del gioco, del cuore e della testa. Nel primo tempo il Catania si difende ordinatamente con i nerazzurri che spingono ma creano solo due occasioni, entrambe fallite da Milito, con un Palacio che pare alla frutta dopo mesi in cui ha retto da solo il peso di tutto l’attacco e con i due fantasisti Alvarez e Kovacic che steccano di brutto. Nel secondo tempo la situazione peggiora ulteriormente col Catania che prende coraggio e costruisce qualche buona occasione con Bergessio e Rinaudo; alla fine per l’Inter è quasi un punto guadagnato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera