Don Bosco, a Piombino è un match tra amici
Basket. Tanti ex in casa Golfo, mentre Da Prato punta tutto su Benvenuti e Mario Gigena
LIVORNO. La sfida è di quelle da prendere con le molle, lo dice la classifica. È uno scontro diretto, quello tra Piombino e Don Bosco (palla a due oggi alle 18 al Pala Tenda), in chiave salvezza. Dove nessuno può fallire, per non sprofondare ulteriormente (entrambe navigano 10 punti in classifica).
Tutti d’accordo, non è decisivo. Ma chi ne uscirà con le braccia alzate potrà senza dubbio prendere una bella boccata di ossigeno. Livorno per fortuna si presenterà all’appuntamento al gran completo, finalmente senza defezioni. E con un Benvenuti che, dopo la buona prestazione di una settimana fa contro Cecina dopo l’infortunio (9 punti in 23 minuti), potrà contare su una condizione di forma in evidente crescita.
Di Benvenuti parliamo, perché fonti vicine all’ambiente piombinese assicurano che il totem della nazionale Under 18 è il principale pericolo individuato da coach Bini, oltre a Saverio Mazzantini che nel match di andata giocò una gran bella partita sotto ogni aspetto. In casa Golfo invece attenzioni rivolte al cosiddetto fattore “labronico” in presenza di un roster popolato da elementi nostrani o che quantomeno sui parquet dei Quattro Mori sono transitati: si tratta dei freschi ex Alessio Iardella (finalista scudetto con il Don Bosco Under 18 e miglior realizzatore della squadra la passata stagione in Dnb) e Stefano Cunico, Alessandro Magnani, cecinese all’anagrafe ma cresciuto in via Pera, e Giuliano Biancani, ammirato nell’ultima versione della Pallacanestro Livorno tra B1 e B2.
Dentro l’area pitturata largo al pivot Iannilli, intimidatore di professione con un passato anche in Dna e Silver (ex Legadue) con la canotta della Fortitudo Bologna.
Atteso pure l’impatto di Mario Gigena (19 per gara fino a oggi), che nelle ultime partite si è visto forse un po’ meno ma non certo per colpe proprie, bensì per un metro arbitrale che non ha assolutamente tutelato (nemmeno un minimo) una squadra che, logicamente, cerca e ricerca il suo leader; stesso discorso per Vallini (14 di media da quando è attivato), altro elemento sul quale far leva per evitare il nono passo falso in 10 partite e riaprire con entusiasmo il girone di ritorno.
Andrea Masini
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