Il presidio
E ora il cerino passa a Mazzarri
Nell’anno nero di Milano è l’Inter a sprofondare nella crisi: ko a Genova, gode anche Gasp
GENOVA. La famigerata legge di Murphy (“se qualcosa può andare storto lo andrà sicuramente”) si applica sempre più sinistramente all’Inter e a Walter Mazzarri. Un’altra sconfitta a Genova, doppiamente dolorosa perché immeritata e subìta per mano del velenoso ex tecnico Giampiero Gasperini che già aveva acceso la vigilia e dopo la vendetta ieri ha rincarato la dose.
Ha deciso un errore difensivo all’83’: su corner la difesa nerazzurra si è addormentata consentendo ad Antonelli una girata imparabile di testa. Fino a quel momento era stata una partita intensa e gagliarda sull’erba fradicia, con l’Inter in vantaggio ai punti e capace di costruire - ma anche di sbagliare - le migliori occasioni: due palle-gol evidenti fallite da Palacio e Jonathan e il portiere rossoblù Perin autore di almeno altrettante parate decisive. Il tecnico livornese ha scelto il doppio attaccante Milito-Palacio (due ex genoani) col supporto di Alvarez che però è andato ko dopo venti minuti, sostituito da un evanescente Kovacic); poi nella ripresa ha inserito anche Guarin per Kuzmanovic e infine ha buttato dentro anche Botta nel finale. Tutto inutile.
«Non so chi giochi in Italia con un modulo più offensivo di così, il fatto è che ci gira tutto male», ha commentato lo sconfortato Mazzarri a fine gara. Non ha torto, ma purtroppo per lui e per la squadra i numeri certificano la crisi: l’Inter ha vinto una sola partita (il derby) delle ultime 9, i punti di ritardo dalla zona Champions sono 11, davanti si è allontanata anche la Fiorentina e dietro incalzano diverse inseguitrici in forma. In più, la sintonia con Thohir pare in declino e il mercato finora ha portato solo chiacchiere e delusioni: se non arriveranno almeno un esterno e un centrocampista di valore (Hernanes?) la stagione si avvia al bis di quella dell’anno scorso con Stramaccioni.
Dall’altra parte il Genoa non ha meritato i tre punti ma non li ha nemmeno rubati, lottando con vigore e dopo la prima mezz’ora di sofferenza costruendo le sue occasioni con la coppia Gilardino-Fetfatzidis sempre in agguato. Da vent’anni tondi i rossoblù non battevano l’Inter: festa grande soprattutto per il trionfante Gasperini che a fine partita non l’ha mandata a dire: «A Milano mi hanno trattato male, come un eretico, mi hanno cacciato dopo nemmeno due mesi ed è stata un’esperienza pesante. Che gioia questa vittoria...»
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