Il Tirreno

Livorno

Mission impossible al cinema Olimpico

di Gianni Tacchi

Perotti erige la muraglia: tre difensori centrali contro la macchina da reti giallorossa, Emeghara con Paulinho

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LIVORNO. Qualcuno lo cercherà ancora, sperando di svegliarsi da un brutto sogno. Ma Davide Nicola non uscirà dal sottopassaggio dell’Olimpico, non sarà in panchina e non riunirà i giocatori in cerchio a fine partita. E per il popolo labronico, dopo 69 gare, sarà un mezzo choc. Ma ora il Livorno deve ripartire.

Un gozzo sull’oceano. Attilio Perotti ha deciso di prendere il timone del gozzo amaranto e di attraversare l’oceano. Sì, un gozzo di legno sull’oceano. Che ha perso uno dei suoi vogatori migliori, Pasquale Schiattarella, prima depresso per la caduta in mare di Nicola e poi affascinato dal progetto (e dal denaro) spezzino. Ma l’equipaggio livornese dovrà resistere anche alle tempeste di Nettuno Spinelli, oggi «stanco» e domani «carico». E i salvagente finiranno tra un paio di settimane: sbagliare qualche remata tra Sassuolo e Catania significherebbe infatti affondare subito.

Iceberg Roma. Intanto i vogatori amaranto troveranno l’iceberg Roma, che difficilmente si scioglierà sotto il calore labronico: 44 punti per il blocco di ghiaccio di Rudi Garcia, scivolato però a un gelido -8 dalla Juventus. I giallorossi hanno uno score incredibile nel loro habitat naturale: 26 punti sui 30 disponibili all’Olimpico, frutto di 8 vittorie e 2 pareggi in 10 incontri, arricchiti da 24 reti segnate e soltanto 2 subite. Ma il Livorno sogna quella X già strappata da Sassuolo e Cagliari a novembre. Proprio con la Roma, a fine agosto, iniziò il viaggio di Nicola in serie A: subito lo schianto, poi la ripresa del controllo a settembre, quindi un autunno a passo d’uomo. Motivi? A prua gli errori del mercato estivo, a poppa «una rosa ricca di esordienti», come sottolineò prima di Natale il tecnico del cuore di questa città. Dalla parte del Livorno c’è solo l’ultimo precedente (25 ottobre 2009), che ha mille analogie con lo scontro di oggi. All’epoca gli amaranto erano ultimi in classifica, si presentarono a Roma con un allenatore nuovo (Cosmi al posto della coppia Ruotolo-Russo) e l’arbitro era Russo di Nola: tre elementi che costruirono l’1-0 di Tavano, tre elementi che ci saranno anche alle 18.

Mini rivoluzione vs turnover? Il timoniere Perotti farà subito una mini rivoluzione. Il 3-5-2 resta il punto di partenza, ma già da oggi cambieranno alcuni interpreti. Soprattutto in difesa, dove resteranno fuori Emerson e Ceccherini: dentro quindi Rinaudo e Valentini con il recuperato Coda. Novità anche sulle corsie esterne: Duncan verrà riproposto a sinistra, mentre a destra ci sarà Piccini (escluso Mbaye). Greco, dopo due uscite sulla trequarti, tornerà invece sulla linea dei centrocampisti con Luci e Biagianti. Ma l’altra sorpresa è in attacco, dato che Siligardi non è al 100% e partirà dalla panchina. Con Paulinho ci sarà quindi Emeghara, sul mercato e alla ricerca del gol perduto: l’ultima – e unica – firma in maglia amaranto risale infatti al 1° settembre, oltre 4 mesi e mezzo fa.

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