Il Tirreno

Livorno

Bhavani Devi, sciabola indiana del Fides

di Mario Orsini
Bhavani Devi, sciabola indiana del Fides

La schermitrice figlia di un santone è voluta venire ad allenarsi a Livorno: ha vinto i campionati nazionali e studenteschi

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LIVORNO. Doppia stoccata vincente della figlia del Santone Indù. Bhavani Devi, ventuno anni da compiere il prossimo 27 agosto, nel giro di un mesetto, da novembre a dicembre 2013, ha vinto i campionati assoluti indiani e quelli universitari di sciabola.

Un doppio successo, di questa ragazza dagli occhi dolci e dai modi gentili, originaria del sud dello stato indiano del Kerala, che ha riempito di gioia Nicola Zanotti, da tempo suo maestro al Fides. «La conobbi a Roma in occasione di una gara. La rividi a Chicago –spiega Zanotti - durante una prova di Coppa del Mondo. In quella circostanza mi chiese se poteva venire ad allenarsi con me».

Così la schermitrice indiana arrivò al circolo livornese per la prima volta a settembre 2012. «Poi è tornata lo scorso anno con un visto di novanta giorni - prosegue il maestro Zanotti - Un lasciapassare che le permetteva di entrare e uscire, da paesi Schengen, nel periodo stabilito, quando desiderava. Opportunità sfruttate appieno. Ogni volta, quando faceva ritorno nel suo paese si allenava con il suo maestro indiano avendo come riferimento le riprese video che erano state fatte al Fides, durante le lezioni individuali o di gruppo».

Da Zanotti poi arrivano elogi a piene mani alla sua allieva. «Mi ha ringraziato per averla allenata e aiutata a farle vincere i campionati assoluti indiani e quelli delle Università - ricorda il maestro livornese - Inutile dire che mi ha fatto piacere. Bhavani, è un esempio positivo anche per i nostri atleti del Fides. Come determinazione e voglia di migliorarsi non è davvero seconda a nessuna. Per dare attualità ai suoi sogni ha fatto tanti sacrifici. Stare sei mesi da sola, lontana dalla famiglia e dagli amici, in un paese con cultura e abitudini completamente diverse - sottolinea il maestro - non è cosa da poco».

Zanotti dedica inoltre uno sguardo agli aspetti tecnici. «Quando venne la prima volta al Circolo Fides aveva una buona tecnica di base ma era un po’ carente rispetto al livello medio della sua età. In poco più di un anno, però, ha colmato questo gap, dando filo da torcere, durante gli allenamenti, anche a sciabolatrici dello spessore di Irene Vecchi e Ilaria Bianco».

Il rapporto tra Bhavani Devi e il Fides presto si arricchirà di nuovi capitoli. «Ci ha chiesto di poter tornare per prepararsi a puntino per i prossimi giochi asiatici e in prospettiva cercare di qualificarsi per Rio 2016 - spiega Zanotti - Secondo me fa bene a sognare ma senza illusioni. La strada è lunga ma non nego che ce la potremmo fare. Chissà. Sarebbe davvero bello vederla sulle pedane olimpiche».

Il Fides sta comunque diventando davvero cosmopolita: oltre a Bhavani Devi è in arrivo dagli States Daria Snajder, del New York Athletic Club (NYC). Fino a due anni fa nella squadra Usa di sciabola. E, per un buon periodo, tra le prime 16 del ranking mondiale.

«Daria - chiosa Zanotti - ha scelto il Fides come base di allenamento da gennaio a metà marzo. Un periodo con ben sei gare di Coppa del Mondo in taccuino in un paio di mesi scarsi. L’esordio sarà il 31 gennaio a Orleans. Dakar, Gand, Antalya, Bolzano e Mosca le tappe successive. La Snajder puntualizza Zanotti - la conosco solo come atleta. La sua scelta di fare tappa a Livorno non è casuale. Il Fides attualmente è la scuola di sciabola femminile più forte d'Italia grazie anche alle straordinarie Ilaria Bianco e Irene Vecchie e ad una bella pattuglia di giovani davvero brave: Benedetta Baldini, Maria Vittoria Sartori, Margherita Cappelli e altre. La scelta di atleti stranieri che chiedono di venire ad allenarsi da noi - sottolinea il maestro del Fides - è motivo di orgoglio e soddisfazione perché apprezzano il nostro lavoro».

Poi da Zanotti arriva un’ultima confessione: «Mi hanno contattato anche dal New Jersey. Un gruppo di una trentina di atlete vorrebbe venire ad agosto ad allenarsi, sulle nostre pedane, sotto la guida del sottoscritto. Inutile dire che ne sono stato felicissimo di quello squillo di telefono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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