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Milan-Atalanta è uno scontro salvezza...

Milan-Atalanta è uno scontro salvezza...

Allegri perde Balotelli e rischia grosso. Mazzarri ritrova Milito, ma con la Lazio di Reja sarà dura

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MILANO. Honda arriva, Allegri se ne va a fine stagione, ma il dilemma del Milan si chiama ancora una volta Balotelli. SuperMario è in forte dubbio per la partita di oggi con l’Atalanta, che per il Milan è quasi uno scontro-salvezza da vincere a tutti i costi.

Alto rischio. «Non so se quest’anno riusciremo a ripetere la rimontona in campionato» dice il tecnico rossonero e su questo al Milan sono già preparati e rassegnati. Ma qui i rischi sono ben altri, in caso di ulteriore passo falso: l’Atalanta giocherà abbottonata col solito 4-4-1-1 con Denis supportato da Moralez, il Milan sa già che dovrà soffrire, e ancora di più se il suo giocatore-chiave non si rimetterà dall’influenz: ieri Balotelli non si è allenato, le chances di vederlo in campo sono inferiori al 50%.

Allegri ci spera, anche perché Honda sarà disponibile solo per la successiva trasferta col Sassuolo, e confida di schierarlo in tandem con Matri e con Kakà dietro a ispirare, ma avverte la delicatezza del momento: «Dobbiamo ricominciare a vincere, abbiamo solo 19 punti e siamo più molto più vicini alla retrocessione che all'Europa. Bisogna capire la responsabilità del momento», è l'avvertimento di Allegri, consapevole che è fondamentale cominciare bene il 2014 per realizzare il suo desiderio di finire il quadriennio al Milan nel migliore dei modi, e di non essere cacciato a furor di popolo.

Torna il Principe. Diego Milito è di nuovo tra i convocati. Un'arma in più per l'Inter, attesa stasera all'Olimpico dalla Lazio in un test che Walter Mazzarri definisce «difficile e importante». Per i nerazzurri urge una conferma della vittoria nel derby, i tre punti sarebbero importanti per non perdere contatto con l’alta classifica.

Un ritorno, quello del Principe, che tutti attendevano nell'ambiente, sebbene il giocatore argentino abbia pochi minuti nelle gambe. «Uno come lui condiziona l'avversario anche quando non è al top, perché è un campione», è l'analisi del tecnico. La Lazio ha appena cambiato allenatore, passando da Vladimir Petkovic a Edy Reja, all’Inter non ne sono stati contenti. Un avvicendamento che porterà come primo effetto un cambio di modulo (attesa la difesa a quattro) e che secondo Mazzarri rappresenta un ostacolo in più. «Un allenatore come Reja - dice Mazzarri in conferenza stampa - può solo aver ricompattato l'ambiente, tutti lo conoscono e lo stimano». L'Inter non avrà a disposizione l'infortunato Taider e lo squalificato Campagnaro, solo in extremis si saprà se Icardi sarà a disposizione.

Il tabù del Napoli. Vincere con le piccole per tenere il passo delle grandi. È questo l'obiettivo del Napoli all'avvio del 2014 che parte oggi con la Samp. Gli azzurri dopo 17 giornate di campionato hanno già dieci punti di ritardo dalla Juve e cinque dalla Roma: un gap maturato negli scontri diretti, persi entrambi, ma acuito da qualche punto di troppo perso contro squadre non di vertice, come provano i due punti raggranellati nelle gare in casa contro Sassuolo, Udinese e Parma. «In effetti - ammette Benitez - questi risultati hanno il loro peso negativo».

Ma le insidie per gli azzurri arrivano non solo dalla rilanciata e tosta squadra di Mihajlovic, ma anche da Castel Volturno. Su tutti la perdurante assenza di Hamsik che sembrava completamente recuperato e invece a sorpresa non è stato nemmeno convocato. Gli azzurri hanno gli uomini contati: oltre ad Hamsik sono fuori Behrami, Reina e Zuniga, out anche Mesto, mentre Cannavaro ha un dolore muscolare e aspetterà a casa notizie sul suo probable addio al Napoli.

Scelte quasi obbligate, quindi, con Rafael in porta, il ballottaggio fra Fernandez e Britos al centro della difesa, la probabile presenza di Pandev alle spalle di Higuain. Match importante per Inler e Dzemaili che vorranno dimostrare di meritare la fiducia del club che intanto continua la ricerca di un altro centrocampista: il regista francese del Lione Gonalons è sempre più vicino.

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