La Juve cala il tris scudetto Roma, scoperto il bluff
Dopo un quarto d’ora Vidal spacca partita e campionato, poi Bonucci e Vucinic Giallorossi travolti e ora a -8: espulsi Castan e De Rossi, Totti fantasma
TORINO. La partita scudetto è stata un monologo: da una parte una squadra concreta, spietata e a tratti scatenata, dall’altra una sfidante che solo per un quarto d’ora è parsa credibile, poi è annegata dopo l’1-0 di Vidal e non è più riemersa. Il campionato è ufficiosamente finito ieri, con un girone abbondante di anticipo: in Italia non c’è storia, la Juventus è alla decima vittoria consecutiva e non ce n’è per nessuno, il tris scudetto (doppio: 3-0 e terzo titolo già ipotecato) è stato brutalmente calato sul tavolo.
Solo la breve fase iniziale ha visto la Roma protagonista, ma il gol lo ha segnato Vidal dopo una combinazione con Tevez. Nella seconda metà di primo tempo, la Juventus ha preso in mano il pallino e avrebbe potuto raddoppiare, lasciando ai giallorossi qualche iniziativa, vanificata peraltro da Buffon senza dover fare miracoli. All’inizio del secondo tempo, quando ci poteva ancora essere un po’ di suspence, la squadra di Conte ha chiuso tutto a doppia mandata: dormita generale della difesa giallorossa e comodo piatto al volo di Bonucci per il 2-0; dopodiché la Roma ha rischiato la goleada e ha finito in 9 e con tre pugni da ko subìti.
La squadra di Garcia a conti fatti ha deluso parecchio: attacco evanescente, Totti fantasma, difesa (la più forte del campionato) che ha sbandato di brutto e in qualche frangente è stata salvata solo da De Sanctis e da Benatia. Esame fallito di brutto, la squadra di Garcia non è matura per certi obbiettivi ed ha dovuto inchinarsi alla dominatrice degli ultimi tre anni. I bianconeri (42 gol segnati, più di due a gara) sono già campioni d’inverno, il che in passato ha spesso coinciso con la conquista dello scudetto e la loro vittoria, se non può essere considerata decisiva, avrà comunque un grande peso sul prosieguo del campionato.
Conte, col recupero di Pirlo, ha potuto schierare la formazione titolare. Garcia, senza Balzaretti (Dodò, male anche lui), dopo aver meditato ha schierato Ljajic e ha probabilmente sbagliato. Nella ripresa sono entrati Destro al posto dell’acciaccato Pjanic e Torosidis per Dodò, la Roma ha abbozzato sul 2-0 un forcing molto platonico ma poi è crollata di schianto dopo la doppia espulsione in un minuto, che testimonia di una scarsa tenuta anche a livello mentale.
La Juve ha stentato solo per una decina di minuti a svincolarsi dall’assalto iniziale giallorosso. Poi al 16’ un’incursione sulla destra ha permesso a Tevez, con una bella giocata, di beffare l’incerto De Rossi e dare a Vidal che ha comodamente bucato De Sanctis infilandolo sul primo palo col piattone destro. Due tiri di Pjanic e Maicon, bassi, hanno costretto Buffon a intervenire a terra, ma è stata acqua fresca: la Juve ha controllato con calma ripartendo pericolosamente e sfiorando il 2-0 molto più di quanto i giallorossi siano andati vicini all’1-1.
Il raddoppio di Bonucci - lasciato colpevolmente solo sulla destra - su punizione di Pirlo da sinistra ha in pratica chiuso la partita al 3’ della ripresa, sentenza definitiva. Il rigore trasformato dal probabile partente Vucinic ha infine dato al risultato proporzioni forse esagerate ma comunque inappellabili. In Italia la squadra di Conte è di un’altra categoria.
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