Meteo
La Nord tra silenzi e cori da ventennio
Nessun duello tra le due tifoserie, ma nel finale si sentono i “buuu” razzisti
ROMA. Lazio-Livorno è stata giocata in un’atmosfera surreale. Poca tensione in campo e nessuna schermaglia, neanche verbale tra le tifoserie divise da opposte ideologie politiche. Sono lontani i tempi in cui si fronteggiavano le squadre di Di Canio e Lucarelli. I supporter amaranto erano appena una ventina in rappresentanza dei tifosi del Club Porto e del Milano Amaranto. Quelli della Lazio (delusi dal rendimento della loro squadra) hanno passato la loro domenica a contestare in modo molto pesante il presidente Lotito e per larghi tratti sono rimasti in silenzio. Un silenzio che però spesso è stato rotto da cori di dubbio gusto inneggianti al ventennio. Qui funziona così: sono nostalgici e c’è ben poco da fare. Tra un “duce! duce!” e un “boia chi molla è il grido di battaglia”, tra tante bandiere tricolori e pochissime biancocelesti hanno festeggiato il ritorno alla vittoria degli uomini di Petkovic. Ma stavolta non se la sono presa con i livornesi. Nel finale di partita è arrivato anche qualche “buuu” all’indirizzo di Duncan. Un altro episodio di razzismo? Probabile. (f.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
