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Il veleno tocca tutto a Mazzarri

Il veleno tocca tutto a Mazzarri

Il Napoli impone il “corri e tira” che voleva e alla fine vince con merito e un po’ di fortuna

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NAPOLI. Attacchi atomici o difese colabrodo? Risposta difficile, ma forse più la seconda cosa della prima, perché in una partita fra sfidanti dello scudetto o perlomeno fra candidate alla zona Champions è raro vedere così tante occasioni da una parte e dall’altra. Di sicuro i dubbi su entrambe le retroguardie - fondamentali per puntare in alto - e anche sui portieri sono stati confermati dalla partita del San Paolo, che peraltro è stata divertente e appassionante proprio per i frequenti regali reciproci.

Poteva finire con una decina di gol, invece il tabellino si ferma a 6 gol (ben 5 nel primo tempo) e la partita la vince con merito il Napoli anche se a un certo punto l’Inter è stata vicina a pareggiarla. Ritorno amaro come il fiele al San Paolo per Walter Mazzarri (più fischi che applausi) che perde con parecchi rimpianti il match a cui teneva di più, si vede staccare dall’alta classifica e in particolare dai suoi ex pupilli (7 punti adesso) e per giunta superare al quarto posto anche dalla Fiorentina. Malgrado il comunicato ufficiale Thohir-Moratti arrivato prima della partita che dovrebbe rassicurarlo, per Mazzarri sarà una settimana difficile: una eventuale sconfitta-bis nel derby col Milan del suo quasi concittadino Allegri adesso potrebbe costargli cara.

Sull’altro fronte Rafa Benitez esorcizza forse definitivamente l’eliminazione dalla Champions e vince una partita fondamentale anche sul piano ambientale e psicologico: il Napoli allontana una potenziale e scomoda avversaria, si riavvicina al secondo posto e forse ha scollinato il momento critico. La vittoria lascia alcune ombre sulla reale possibilità degli azzurri di competere ai massimi livelli nazionali, però è giusta e logica per vari motivi: il Napoli ha sempre condotto e soprattutto è riuscito ad imporre il suo terreno preferito che è quello che nel basket si chiamerebbe “corri e tira”: non è stata certo la partita che voleva Mazzarri, che si ritrova con una difesa e un centrocampo molto meno solidi del necessario. Poi c’ha messo lo zampino anche la sorte, perché l’Inter si è arresa a meno di dieci minuti dalla fine dopo aver sfiorato due volte il 3-3 ed essere rimasta in dieci per l’espulsione del deludente Alvarez. Resta il fatto che senza rinforzi adeguati (almeno 3) l’Inter rischia un’altra stagione deludente e il tecnico livornese di fare la fine del suo predecessore Stramaccioni. Ma col filotto negativo in atto, avrà voglia Thohir di rischiare investimenti cospicui?

Benitez invece ha molti più motivi di ottimismo. Il Napoli ha avuto di nuovo in Higuain un protagonista: importante il gol che ha sbloccato la partita, anche se Cambiasso era riuscito a pareggiarlo. Buono anche il contributo offensivo di Callejon e Insigne, ma forse a ben guardare il migliore in campo è stato Mertens: un gol fatto, un altro gol propiziato, panico costante seminato nella difesa interista, cambi di passo vertiginosi che spesso hanno fatto la differenza. Meno liete le note dalla fase difensiva, ma finché si segnerà un gol in più di quanti se ne prendono i conti possono tornare, almeno per la zona Champions.

Mazzarri deve sistemare d’urgenza la difesa. Ha l’attacco più forte del campionato (36 gol), ma sta prendendo imbarcate micidiali e del tutto inconsuete per lui. Handanovic malgrado abbia parato a tempo scaduto un rigore a Pandev continua a commettere errori gravi, la difesa è statuaria e poco protetta: nelle ultime due partite ne ha subìti addirittura 7, ma la deriva negativa va avanti da almeno un mese. Il vecchio Cambiasso è stato il migliore in casa nerazzurra, seguito a tratti da Nagatomo; ma dietro sono state quasi tutte insufficienze e davanti accanto a Palacio c’è il vuoto: Guarin, Alvarez e Kovacic ancora assenti all’appello.

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