Gavorrano, undici metri di rabbia
Rigore e rosso a Vinci: la sfida di Poggibonsi si decide dal dischetto
POGGIBONSI. Marco Masi non ha proprio alcun santo dalla sua. Anche a Poggibonsi è giunta una nuova sconfitta, per di più su rigore, con conseguente espulsione dell’autore del fallo in area, quella di Vinci. Rimasto in inferiorità numerica per più di mezz’ora il Gavorrano ha cercato di far ricorso a tutte le energie riposte, al carattere, all’umiltà per rimboccarsi le maniche e soffrire. Ma non c’è stato niente da fare anche perché la squadra mineraria ha evidenziato ancora una volta un mal d’attacco che non è certo confortante ed è tornato a dar pensieri dopo l’abbuffata di domenica scorsa contro il Tuttocuoio. La formazione di Masi resta così ancorata a quota 12 punti, in posizione di classifica non certo esaltante che certamente non si presta a fiduciose speranze per l’immediato futuro.
Il Gavorrano visto a Poggibonsi non ha demeritato al punto da dover incassare la sconfitta senza rammarichi, pur potendosi appellare ad assenze rimarchevoli come quelle dell’infortunato Sirignano e dello squalificato Fatticcioni. Un Gavorrano privato della sua coppia difensiva centrale, quindi, che non ha deciso ovviamente la sconfitta, ma non ha certo inserito nel collettivo - in partenza - la fiducia massima per una reazione importante e decisiva sotto il profilo psicologico.
Il match è andato avanti sul piano dell’equilibrio per la sua intera durata, tanto che non ha dispensato spunti di cronaca esaltanti. Stando così le cose c’era solo da pensare ad un episodio che potesse decidere il risultato. Così è stato, nella fase iniziale della ripresa, quando l’arbitro ha concesso il rigore a favore dei giallo-rossi (atterramento di Ferri Marini da parte di Vinci) che ha permesso all’infallibile Pera di andare in piazzola a far tre punti per i padroni di casa. Il film del match, oltretutto, si ulteriormente e definitivamente complicato per i minerari quando la pattuglia di Masi è rimasta ridotta in dieci uomini a causa della seconda espulsione che stavolta ha colpito Santini. Come dire: becchi e bastonati, visto che in attacco spariva la pedina più accreditata.
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