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Livorno

Don Bosco, il sesto dolore Ma la classifica è corta...

di Andrea Masini
Don Bosco, il sesto dolore Ma la classifica è corta...

Continua anche ad Empoli il momento negativo della truppa livornese La panchina stavolta tradisce, domenica l’occasione del riscatto con Pavia

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LIVORNO. Ci vuole calma e sangue freddo, cantava Luca Dirisio. Perché, lo ripetiamo, niente è perduto. E quindi è anche inutile farsi prendere dal panico. La classifica è quella che è, del tutto normale dopo cinque sconfitte consecutive, l’ultima rimediata sabato sera alla palestra Lazzeri di Empoli. Che il Don Bosco stia attraversando un brutto periodo lo dicono i risultati, il trend, la sfortuna che si è abbattuta in particolare su Jack Sanguinetti, alias il faro prescelto in estate dall’entourage labronico e che purtroppo rivedremo scorrazzare sul parquet ad anno nuovo, miracoli permettendo. E come se non bastasse domenica al Pala Macchia arriverà Pavia, se vogliamo una delle principali rivelazioni di un torneo (A, Dnb) comunque equilibrato e privo di squadre materasso. Fattore play. Ma torniamo un attimo al ko di Empoli, figlio senza dubbio della stupenda prestazione offerta da Mariotti che ha travolto il giovanissimo Della Rosa (21 punti per il biancorosso e 0 per il livornese); un piano gara che lo staff tecnico capitanato da Andrea Da Prato aveva messo in preventivo alla vigilia, ma non calcolando forse un cratere del genere. Ciò, tuttavia, non scalfisce nella maniera più assoluta il rendimento del piccolo Gianluca, alla prima stagione nel panorama senior e sostituto naturale del sopra citato Sanguinetti. Stesso discorso per Davide Marchini (seppure impiegato per soli 10 minuti), mentre pure lo zero di coppia tra Sollitto e Mazzantini ha pesato quanto un macigno. Lucarelli più Malfatti. Più che mai nello sport, tutto il male non viene per nuocere. E infatti le giocate di Jacopo e Luca lasciano ben sperare in ottica girone di ritorno. Specie il primo (classe 1996) è stato gettato nella mischia da un mese scarso a questa parte raccogliendo consensi in primis da Da Prato, ma anche il secondo perfezionando il gioco spalle a canestro potrà conquistare ancora più fiducia e importante all’interno delle rotazioni. Diciotto punti infine per l’infinito Gigena, che però fatica a dirigere la barca in assenza di una spalla del valore di Sanguinetti. La medicina? Lavoro, lavoro e lavoro. Guardando la classifica il meno possibile, e incrociando le dita su una pronta guarigione del Jack labronico, pedina del quale il Don Bosco, lo dicono i risultati, non può proprio farne a meno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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