Povero Thohir: l’Inter s’impapera anche col Parma
Clamoroso errore di Handanovic e difesa allo sbando: ennesimo pareggio, senza rinforzi non si può puntare in alto
MILANO. Da quando è presidente, Erik Thohir ha vinto una sola partita, col Trapani in Coppa Italia e soffrendo anche in quella le pene dell’inferno. Di questo passo i tifosi dell’Inter cominceranno a pensare che il tycoon indonesiano porti male, ma la realtà è ben diversa: l’Inter è una squadra modesta che la grinta, la chiarezza d’idee e la preparazione fisica accelerata di Mazzarri aveva portato in alto all’inizio, ma che in alto non può rimanere, perlomeno così com’è.
Servono almeno tre rinforzi per puntare alla zona Champions e la priorità va data alla difesa che è veramente allo sbando: inguardabile Juan Jesus, fragile e arruffone Ranocchia, ieri sera ci si è messo anche Handanovic incappato in una papera tragicomica alle soglie dell’intervallo che ha maledettamente complicato le cose frenando l’Inter subito dopo il primo, sofferto pareggio. Nella ripresa l’uno-due nerazzurro favorito dalla difesa del Parma (anch’essa tutt’altro che imperforabile) aveva dato fiato alla rimonta e all’illusione che però è durata meno di 5 minuti: il Parma ha comodamente pareggiato e nella mezz’ora finale ha avuto almeno tre ghiotte occasioni per vincere, anche se l’ultima palla-gol è stata dell’Inter nel recupero, con Cambiasso che si è visto ribattere d’istinto da Mirante una conclusione al volo a botta sicura.
Il pareggio va comunque stretto alla squadra di Donadoni che a parte parecchie sbavature difensive ha giocato meglio dell’Inter e malgrado un Cassano abbastanza discontinuo e impreciso ha costruito almeno 7-8 occasioni per segnare, tagliando spesso a fette l’improponibile difesa nerazzurra. Dall’altra parte Mazzarri deve ringraziare soprattutto un monumentale Palacio, che ancora una volta ha giocato, lottato e segnato quasi da solo, sporadicamente sostenuto da Guarin, Kovacic e Alvarez. Visto l’andazzo e la facilità con cui il Parma arrivava nella sua area, il tecnico nerazzurro nel finale ha significativamente corretto lo schieramento offensivo disegnato poco prima con l’inutile Belfodil in campo nel tentativo di vincere, e con Nagatomo e Taider ha pensato a difendere il punticino che almeno gli è valso la riconquista in solitario del quarto posto, il massimo traguardo al quale questa squadra può aspirare con l’attuale organico. Mazzarri spera di recuperare per il derby di Natale col Milan Milito e forse Icardi e di togliere Palacio dal massacrante isolamento, ma problemi non meno gravi si confermano in mezzo al campo e soprattutto in retroguardia.
Attacchi scatenati, ma soprattutto difese-groviera si sono visti ieri sera a San Siro, in una partita forse divertente per gli spettatori ma poco promettente per le ambizioni di Thohir e di un Moratti presente allo stadio e apparso piuttosto perplesso per l’ennesimo passo falso della squadra. Donadoni dopo il blitz di Napoli esce bene anche da San Siro malgrado un Cassano a mezzo servizio: il Parma ha molte qualità ma qualche grosso difetto dietro che gli vieta - peccato - traguardi importanti.
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