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Serata da Toni e fulmini Viola, occhio al Verona
Grande emozione per il ritorno del trentaseienne bomber al “Franchi” Ma la Fiorentina deve vincere e punta su Vargas. Ballottaggio Tomovic-Roncaglia
FIRENZE. Amici contro. Per la prima volta nello stadio che, in passato, ha fatto da cornice alla valanga di gol che lo hanno proiettato in vetta alle classifiche marcatori europee, consegnandogli pure la “scarpetta” d’oro. Luca Toni, 99 presenze con la maglia della Fiorentina e 57 gol torna al Franchi, ma con una maglia diversa. Luca, a Firenze è nato due volte. La prima, dopo le stagione straordinarie di Palermo, lo ha portato dritto al Mondiale, poi vinto, con la Nazionale. E la seconda, dopo il dolore per il bimbo mai nato e l’amore in realtà mai stato tale per i petroldollari arabi. Berbatov, con il suo niet improvviso, in tutta questa storia c’è entrato fino a un certo punto: Andrea Della Valle aveva già deciso di riportarsi a casa il suo campione. Quel gol, ancora sotto la Curva Fiesole, dopo nemmeno due minuti di gioco col Catania sembrò quasi un segno del destino. Fu tolta dalla naftalina pure la maglietta viola con scritto “Toni e….furmini” ideata qualche anno fa, perché Luca il vizio del gol non lo ha mai perso. Nemmeno a Verona, dove con i 5 centri messi insieme fino ad oggi ha contribuito in maniera importante a portare in alto la sua squadra. Se n’è andato con eleganza, senza polemiche né frecciate al vetriolo. Perché l’amore per Firenze e la Fiorentina, dentro di sé, non potrà cancellarlo mai, lui che da piccolo tifava Juventus. Ha puntato altrove dopo aver capito che Montella non avrebbe potuto garantirgli una maglia da titolare, dunque sicurezze e insieme stimoli. Non mancheranno i sorrisi e nemmeno gli abbracci, magari nel tunnel prima del fischio d’inizio. La città lo saluterà con l’affetto immutato di sempre, sperando che il suo feeling con il gol, almeno stavolta, resti imprigionato nella tela dei ricordi e dell’affetto. Stavolta, i viola non potranno pensare al passato, perché serve una vittoria per muovere una classifica che guarda comunque sempre all’Europa. Toccherà a Pepito Rossi fare la differenza, magari sotto gli occhi di Mario Gomez, di ritorno dalla Germania (la conferma della sua presenza arriverà comunque soltanto oggi), e pure di Gabriel Omar Batistuta (207 gol in maglia viola), il Re Leone che oggi verrà inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella suggestiva cornice del Salone dei Cinquecento e arrivato ieri in città. Montella, intanto, orfano di Pasqual, questa sera (ore 19.00 il fischio d’inizio) dovrebbe rilanciare come esterno di centrocampo Juan Manuel Vargas. In difesa resta vivo il ballottaggio tra Tomovic e Roncaglia, con l’argentino in leggero vantaggio e al centro la cerniera formata da Gonzalo Rodriguez e Savic.
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