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Perotti e Capozucca salvano il soldato Davide

dall’inviato
Perotti e Capozucca salvano il soldato Davide

I retroscena di una lunga serata, con Spinelli infuriato contro tutto e tutti Spuntano i nomi di Ballardini e Reja, ma oggi dovrebbe arrivare la conferma

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VERONA. Le conseguenze della rabbia sono spesso più gravi della sua causa. Soprattutto se certe decisioni si prendono a caldo. Ieri al fischio finale Aldo Spinelli era infuriato e gli è passata per la testa anche l'idea di esonerare Davide Nicola. Diciamolo chiaramente: era più di un pensiero. Anche ieri sera, intorno alle 22, le nubi non erano passate. «Sono ancora nero. Lascio passare la notte, domani vediamo». Ma la sensazione è che oggi Spinelli confermerà che si va avanti con Nicola ovvero l'unico allenatore che (probabilmente) può salvare questo Livorno.

Di certo Spinelli non è mai stato così incerto e inquieto. Al fischio finale non è andato negli spogliatoi e non ha voluto parlare neanche con Attilio Perotti. I Si parla di un paio di telefonate fatte per avere un quadro degli allenatori disponibili, con Di Carlo, Reja e soprattutto Ballardini valutati con più attenzione rispetto ad altri (di cui molti impresentabili). Spinelli non avrebbe gradito né lo spirito né la formazione schierata da Nicola.

In società però Spinelli non ha trovato sponda per questa sua idea a caldo. Attilio Perotti ha costruito questo Livorno al fianco di Nicola e sa bene quanta fatica e quante battaglie siano state combattute, per allestire una squadra presentabile. Idem Stefano Capozucca, uno che conosce bene la serie A e sin dal primo giorno ha fatto capire anche al presidente che sarebbe servito un campionato super per mettersi dietro tre squadre.

Insomma, attorno a Nicola c'è grande compattezza: dirigenti e squadra credono in lui, per non parlare dei tifosi. Va detto anche che Spinelli ne ha viste in carriera, e in più di un'occasione ha messo un po' di carboni ardenti sui piedi dei suoi allenatori per stimolarli a fare meglio. Se l'intenzione è questa, allora lo possiamo comprendere.

Che poi qualcosa vada rivisto, è evidente. Lo sa bene anche Nicola che non si sarebbe mai aspettato una squadra così fragile sotto il profilo della determinazione, della cattiveria, della grinta. Il Livorno è una squadra più debole di molte altre sotto il profilo dell'organico, il suo valore aggiunto deve essere lo spirito da battaglia, quello che ci ha fatti grandi in serie B. Se manca quello spirito, il destino è segnato.

Detto questo, la società è bene che faccia una valutazione a 360°. Nicola ha fatto un miracolo lo scorso anno, poteva salutare quando ha bussato il Genoa alla sua porta, invece è rimasto con orgoglio. Altri dopo un'impresa (vedi Mazzarri) hanno pensato bene di svicolare via, ben sapendo che ripetersi sarebbe stata dura. Davide Nicola è un uomo prima che un allenatore. Ed è rimasto al timone della barca insieme ai suoi ragazzi.

Piuttosto che pensare di esonerare Nicola, bisognerebbe pensare a come rinforzare il Livorno a gennaio. Perché qui servono come il pane un esterno sinistro e una punta, due giocatori veri, non scommesse. E serve anche un centrocampista di esperienza, forte. Con tre-giocatori-tre, scelti di comune accordo tra Spinelli, Perotti, Capozucca e Nicola, questo Livorno si può salvare. Servono scelte chiare, rinforzi. Lasciamo stare i colpi di teatro.

Alessandro Bernini

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