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Chievo, bestia nera che fece arrabbiare Ciampi
Il Livorno non ha mai vinto contro i veneti. Ma Spinelli si è vendicato cedendo Cesar Prates...
LIVORNO. Dici Chievo e a Livorno anche i gatti neri fanno gli scongiuri. Sì, perché con i gialloblù gli amaranto non hanno mai vinto in partite ufficiali. Roba da non credere. Negli anni Ottanta il nostro incubo si chiamava Campania Puteolana. Oggi sono i veronesi di quartiere a toglierci ore di sonno. Tutto iniziò nel settembre 2004. Il Livorno era reduce dal fantastico debutto di San Siro (2-2 con il Milan al ritorno in A dopo 55 anni) e sotto gli occhi del primo tifoso, il Presidente della Repubblica Ciampi, pensava di fare un solo boccone dei veneti. E invece dopo il gol iniziale di Protti ribaltone con Cossato e Semioli. Male anche al ritorno (0-1 Tiribocchi il 29 gennaio 2005) e via andare: nel novembre 2005 l'unica volta in cui abbiamo salvato la pelle. All'Ardenza finì 0-0 anche se per la verità il Livorno avrebbe meritato di vincere almeno con tre gol di scarto. Ma la maledizione colpì anche in quell'anticipo del sabato pomeriggio. Sconfitta al Bentegodi nella primavera del 2006 e l'anno dopo due partite e zero punti (0-2 all'Ardenza e 1-2 a Verona). Gli ultimi precedenti in campionato risalgono alla stagione 2009/10. E di nuovo quando vedemmo i gialloblù tornammo a casa con le pive nel sacco: sconfitta facile facile all'Armando Picchi e bis (sempre per 2-0) in trasferta. L'ultimo incrocio pericoloso con i clivensi è dell'agosto 2011. In Coppa Italia gol iniziale di Cesar e inutile generosa partita del Livorno che non riuscì a pareggiare anche se visti i precedenti nessuno si meravigliò.
A questo punto sorgono spontanee alcune riflessioni e una domanda. Primo: i tabù sono fatti per essere infranti. Secondo: tutto sommato non è neanche intelligente farsi condizionare dalla cabala. E poi il quesito: possibile che il Livorno abbia incassato tutte quelle sconfitte senza colpo ferire? No. Non è da noi. Anche quando perdiamo non diamo mai soddisfazione a chi ci ha battuto. Anzi se possibile gli confezioniamo un bel 'pacco'. E il pacco il Chievo se lo è preso e ha pure nome e cognome: Luis Cesar Prates. Ricordate? Era il terzino venuto dal Brasile. Sembrava un crac ma in realtà non lasciò mai il segno e a metà del campionato 2006/07 Spinelli lo rifilò proprio a Campedelli con un bel fiocco amaranto e un bigliettino con su scritto: «Ora trasformalo in giocatore». Scherzi a parte. Nemmeno al Chievo il brutto anatroccolo si trasformò in cigno: Cesar Prates giocò in gialloblù solo tre partite: una proprio contro il Livorno. Dopo quella fugace esperienza in Veneto «Cesarino» tornò in Brasile ad occuparsi Del suo allevamento di gamberi.
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