Il Tirreno

Livorno

L’ora di Greco «Non amo la Juve»

di Gianni Tacchi
L’ora di Greco «Non amo la Juve»

I trascorsi romanisti e una sfida speciale. «Guai non crederci»

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LIVORNO. I Quattro Mori sono distanti anni luce dal Colosseo e dal Partenone. Ma Leandro Greco, cresciuto a Roma e passato da Atene, ha trovato a Livorno l’ambiente giusto per rilanciarsi nel calcio italiano. «Sono orgoglioso di questa scelta, qui sto veramente bene», confessa. E gli amaranto – nella sfida di domenica contro la Juventus – puntano proprio su di lui, sia per l’esperienza a livello internazionale che per l’assenza dello squalificato Paulinho.

«La Juve è una grandissima squadra, ma sono fiducioso. Abbiamo le qualità per mettere in difficoltà i bianconeri e fare risultato. È vero che non abbiamo niente da perdere, visto il valore dell’avversario, ma è altrettanto vero che in palio ci sono punti importanti».

Leandro, come si prepara una partita del genere?

«La motivazione viene naturale. Noi stiamo lavorando su ogni minimo particolare e non vediamo l’ora di scendere in campo. Tutti sognano di giocare in un contesto simile».

La strategia sarà la stessa di San Siro, dove il Livorno ha perso ma si è difeso con ordine?

«Con l’Inter abbiamo fatto un’ottima gara, concedendo pochissimo. Ma già a Napoli, rispetto al debutto con la Roma, c’erano stati segnali di crescita. Ora dobbiamo fare un altro passo…».

Quale?

«Trovare la convinzione di poter fare risultato anche con le big. Non possiamo pensare di ottenere punti solo con le formazioni che lottano per la salvezza».

Però con la Juventus servirà un’impresa.

«Dovremo essere compatti dietro e avere la capacità di ripartire, non solo con lanci lunghi ma cercando soprattutto di tenere la palla. Servirà la classica partita perfetta».

In questo periodo, tra i bianconeri, sta impressionando soprattutto Pogba.

«È destinato a diventare uno dei centrocampisti più forti d’Europa. Anzi, forse lo è già».

I campioni d’Italia – tra le assenze, i recenti impegni dei nazionali e il match decisivo di mercoledì con il Copenaghen – non saranno al top.

«Queste cose possono influire, soprattutto i viaggi. Ma le grandi squadre sono strutturate per superare certe situazioni. La Juve non sottovaluterà il Livorno».

Nella tua carriera, in 5 incroci, non sei mai riuscito a batterla: 2 pareggi e 3 sconfitte.

«Ma ricordo di aver fatto sempre belle prestazioni. Bloccare la formazione di Conte sarebbe straordinario».

Anche per aiutare la “tua” Roma…

«Questo è uno stimolo in più, anche perché sono cresciuto con una certa rivalità verso la Juventus».

La squalifica di Paulinho peserà?

«È un giocatore importante, ma noi abbiamo dimostrato di essere un gruppo compatto, capace di sopperire anche alle assenze».

Come ti trovi dietro alla punta nel 3-5-1-1 ?

«Quest’anno ho giocato sulla trequarti solo col Sassuolo. Nelle altre gare sono partito sulla linea dei centrocampisti, avanzando poi alle spalle delle punte. Sono disponibile a occupare entrambe le posizioni, ma il mio ruolo è quello di mezzala».

Quanto è stato importante Nicola per il tuo inserimento?

«Mi ha dato grande fiducia. In carriera ho avuto tanti allenatori, ma lui è uno dei più preparati: riesce a trasmettere la sua determinazione ai giocatori e gestisce bene la pressione».

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