Il presidio
Libertas, a Matelica il canestro è stregato
Percentuali bassissime da tre e ai liberi, nessuna speranza. La bella notizia è il rientro di Fava
LIVORNO. Alla fine, della trasferta della Libertas a Matelica, l'unica cosa positiva resteranno quei sei minuti e spiccioli giocati da Pippo Fava, preziosi più di una vittoria se si pensa al suo vissuto degli ultimi due anni. Su tutto il resto meglio resettare, ripartire da zero e prepararsi già al prossimo (quasi) derby con Empoli che, attenzione, sarà giocato alla Gemini in anticipo venerdì sera con palla a due alle ore 21.
Forse, come era già stato bella partita di Pesaro, la difficoltà di adattarsi a una trasferta così lunga e faticosa, forse Matelica, al di là di quanto dicesse fino a sabato la sua classifica è una squadra più attrezzata, con quell'Enrique Novatti (30 punti al suo attivo) che è probabilmente il giocatore più forte del campionato e che, essendo ancora giovane (classe 1989), presto potremmo vedere su altri palcoscenici, visto quel che c'è in giro.
Fatto sta che della prestazione dei gialloblu c'è poco da salvare: 55 punti segnati, minimo di giornata, sono pochi davvero, le percentuali di realizzazione modeste se non peggio perchè non si è raggiunto il cinquanta per cento né dal campo (addirittura 3 su 18 da 3) né dalla linea del tiro libero (8 su 18).
Se poi due giocatori del calibro di Sidoti e Niccolai combinano per due punticini in 42 minuti complessivi, c'è ben poco da fare. Sufficienza forse solo per Nesti (20, con 10 su 17 dal campo) e Benini (11 + 11 rimbalzi) che è riuscito in qualche modo a tener testa al totem Usberti.
Prima serata buia anche per Stolfi, che è riuscito a salirein doppia cifra ma con cifre davvero rivedibili: 4 su 16 dal campo e 2 su 5 dalla linea, di solito una specialità della casa. Pazienza, e ricordiamoci che alla Libertas non sdi chiede di vincere il campionato, anche se certe prestazioni hanno fatto ingolosire i tifosi.
Ma venerdì sera con Empoli, squadra giovane e con tanta esperienza in meno di quella di Pardini, bisognerà fare la voce grossa e riprendere il cammino verso l’alta classifica.
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