Il Tirreno

Livorno

Il libeccio non ferma il marocchino Jamali

di Luciano Della Bella
Il libeccio non ferma il marocchino Jamali

Grande fatica per il forte vento per gli oltre mille in gara e per gli organizzatori Nella lunga distanza vince il nordafricano, tra le donne trionfa la croata Vrajic

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LIVORNO. Dopo l’alluvione dello scorso anno, il fuoco che qualche settimana fa ha mandato in fumo il magazzino della logistica, la trentatreesima edizione della Maratona Città Di Livorno si è trovata a combattere con un vento di libeccio che ha imperversato sui viali a mare con inaudita violenza. Un clima che non ha però fermato l’apparato organizzativo e tanto meno gli atleti in gara. Una faticaccia immane che ha stremato inesorabilmente qualcuno, ma i più si sono imposti di raggiungere il traguardo che si erano prefissati.

Il classico colpo di pistola. Oltre mille i partenti di Maratona, Mezza e Staffetta a quattro di chilometri. 42,195, a cui si sono aggiunti i partecipanti (oltre 600 le adesioni) alla Stralivorno di 7 chilometri con una larga rappresentanza formata degli allievi dell’Accademia Navale. Prima della partenza la Banda della Brigata Folgore ha eseguito l’inno di Mameli cui ha fatto seguito il classico colpo di pistola sparato dall’Assessore allo Sport del Comune di Livorno Maurizio Bettini.

Jamali subito al comando. Un autentico spettacolo si è sviluppato fin dalle prime battute con la staffetta dell’Atletica Livorno a fare da battistrada e dietro tutti gli altri. Consueto e affascinante il passaggio all’interno dell’Accademia per poi puntare di nuovo nella zona degli impianti sportivi dove si sono fermati quelli della stracittadina. Intanto nella mezza si avvantaggiavano Fois e Politi con Mariano Bardarè più indietro, mentre nella maratona si portava al comando il marocchino, residente in Italia, Jilali Jamali reduce dalla vittoria alla maratona di Carpi. Nella staffetta dopo la prima frazione condotta da un baldanzoso Gianmarco Lazzeri, i bianco verdi continuavano il loro assolo con Federico Meini. Sui 21,097 chilometri, dopo metà gara, i giochi erano praticamente fatti con il versiliese Stefano Politi che riusciva a non farsi più avvicinare andando a concludere in 1 ora14 minuti e 50 secondi davanti a Christian Fois del gruppo sportivo Costa D’Argento e Mariano Bardarè del Team Cell Food. Primo dei livornesi è stato Daniele Susini per la Livorno Team Running, nono assoluto in un’ora 19 minuti e 22 secondi, quattordicesimo il compagno di squadra Jonathan Cacciò. Al femminile vinceva Franca Maria Chiorazzo da Pieve a Ripoli in un’ora 26 minuti e 46 secondi, prima livornese Marchi Monica undicesima in un’ora 36 minuti e 55 secondi. In gara anche Paolo Bettini, commissario della squadra italiana di ciclismo, impegnato su questa distanza.

Cinquantasette staffette. Per i maratoneti e gli staffettisti l’avventura continuava, si era solo a metà percorso; quelli in biancoverdi continuavano con Davide Bernini per poi terminare con l’azzurrino Joao Bussotti Neve in ultima frazione, i ragazzi di Saverio Marconi chiudevano in due ore 26 minuti e 48 secondi, bravi anche gli “amatori” della Livorno Team Running al secondo posto con un finale di due ore 37 minuti e 43 secondi con un quartetto composto da Antonio Bombace, Roberto Ria, Gabriele Baroni e Davide Chiaverini. Al femminile si affermava il gruppo sportivo Lammari in due ore 48 minuti e 7 secondi, forte della cecinese Claudia Dardini e della livornese Cristina Neri. Al quarto posto le ragazze della Livorno Team. Cinquantasette le staffette al via per quella che potrebbe essere una formula vincente per il futuro e che potrebbe suscitare fantasie come quella che ha indotto la famiglia Turini (padre, madre e due figli a iscriversi).

I maratoneti in evidenza. In testa alla maratona, dopo essere passato in un’ora e 16 minuti, Jamali se la prendeva comoda, terminava con un responso cronometrico falsato in negativo di due ore 46 minuti e 13 secondi davanti al carrarino Francesco Salvatori e a un sorprendente Dario Anaclerio della Livorno Team Running che non ha mai mollato. Elogi anche per Marco Lombardi della Libertas Runners Livorno, reduce da una 65 chilometri nell’eroica di Gaiole in Chianti, vincitore del Criterium della 100 chilometri. Non da meno sono stati Daniele Bardi, Giorgio Porciani e Marino Biancotti, capaci di correre sotto le tre ore in simili condizioni ambientali e classificatisi nei primi dieci assoluti. Una citazione anche per Alberto Bambini categoria veterani, dodicesimo assoluto e per le prove di Vincenzo Sorrentino, Carlo Minuti, Flavio Malloci, Carmelo Bellissima e Matteo Citti. Tante storie da raccontare come quella di Pierluigi Diara che di maratone a Livorno ne ha corse tutte e 33, oppure ancora quella di Fabrizio Vignali che corre per la lotta alla sclerosi multipla. Sabato la ampestre Scuola con circa 1200 studenti delle scuole medie cittadine, un successo curato come al solito dalla società Atletica Livorno, con la vittoria della scuola Mazzini. Apprezzata anche la camminata denominata due passi a quattro zampe: circa 50 adesioni e prima ad arrivare Penny condotta da Massimiliano Meini.

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