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Bel Livorno sconfitto da una papera

di Alessandro Bernini
Bel Livorno sconfitto da una papera

Inter mai pericolosa, poi l’infortunio di Bardi lancia i nerazzurri che chiudono solo al 90’ dopo aver sofferto gli amaranto

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INVIATO A MILANO. Caro Checco Bardi. C’è una parola che si usa in questi casi per rincuorare chi sbaglia: capita. Sei lettere, come la parola “avanti”. Perché i grandi portieri non si voltano a guardare un errore commesso. Soprattutto se un errore banale, clamoroso, di quelli che non hanno bisogno di essere capiti per non essere ripetuti. E infatti tu hai drizzato la schiena e l’orgoglio, firmando due grandi parate su Alvarez e Palacio.

Ora preparati alla sagra della battuta. Tu, di proprietà dell’Inter, che fai un autogol proprio a favore dei nerazzurri. Il più simpatico ti chiederà se al Fantacalcio è “più 3” o “meno 1”, i commenti più velenosi li lasciamo agli stupidi che non conoscono la tua professionalità e il tuo attaccamento alla maglia amaranto.

Noi restiamo della solita idea. Ancora più convinti di prima. Delle squadre di bassa classifica, il Livorno ha di gran lunga il miglior portiere. Avanti Checco, senza voltarti, ancora più forte di prima.

Il Livorno perde 2-0 sul campo dell’Inter, ma il passivo è sin troppo pesante perchè il raddoppio di Nagatomo è arrivato al 46’ del secondo tempo, dopo che gli amaranto ci avevano provato fino a un istante prima. E guardate che arrivare a San Siro e restare in partita fino al 90’ non è da tutti. Il Sassuolo contro l’Inter aveva perso 7-0, il Catania 3-0 in casa propria. Certo, nella sostanza forse cambia poco, ma crediamo sia motivo di orgoglio (e segnale di crescita) aver tenuto il campo in questo modo.

Comunque si è capito subito che sarebbe stata una storia ben diversa rispetto a Napoli, dove ci asfaltarono dal primo minuto. Il primo tempo del Livorno è stato da manuale di come deve giocare una “piccola” in casa delle “grandi”. Gli amaranto si sono avvolti nel 3-5-2 scaldandosi a vicenda, con Paulinho e Siligardi sempre pronti ad aiutare in mezzo, coi centrocampisti bravi ad abbassarsi coprendo gli spazi davanti alla difesa. Il tutto con un super Ceccherini attaccato a Palacio e un ottimo Mbaye che a destra(dove è nettamente più a suo agio) ha mandato di traverso il sushi a Nagatomo.

L’Inter, lenta e senza spazi, ha iniziato un giro palla infinito, nel quale Ranocchia e Rolando erano chiamati in causa più di Guarin e Alvarez. Apriamo parentesi: considerate che all’intervallo l’Inter aveva il 72% di possesso palla eppure un solo tiro in porta. Serviva un episodio per sbloccarla, e purtroppo l’episodio è stato di quelli incredibili, che capitano una volta ogni 100 partite. Lo svantaggio subito in quel modo non ha comunque spezzato gambe e cuore al Livorno, che con ordine e semplicità si è tenuto aggrappato alla partita.

Nicola a inizio ripresa ha messo dentro Benassi al posto di Duncan (ammonito e un po’ traballante), spostando Schiattarella sul centro-sinistra e lasciando Luci nel mezzo. Tatticamente non è cambiato niente, ma il Livorno è diventato più propositivo, almeno fino alla trequarti. Poi, negli ultimi 20 metri, il bel gioco appassiva un po’.

Tanto possesso palla, con Luci e Schiattarella bravissimi a centrocampo a la linea a tre dietro sempre sicura. Il Livorno ci ha provato sino all’ultimo, con i raccattapalle che addirittura perdevano tempo. Poi il 2-0 di Nagatomo nel recupero, sul filo del traguardo.

Dite la verità: se avessimo pareggiato sarebbe stato uno scandalo? Noi diciamo di no.

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