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Livorno

Livorno al comando e la febbre del basket torna a bruciare

di Andrea Masini ; di Andrea Masini
Livorno al comando e la febbre del basket torna a bruciare

Don Bosco da solo in vetta alla Divisione Nazionale B Sanguinetti, Benvenuti e Gigena i nuovi idoli del palasport

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LIVORNO. Se la scorsa settimana la classifica era un bel vedere, ora fa davvero effetto. Un bell’effetto. Perché da anni la Livorno del basket (Serie A o non Serie A) non guardava tutti dall’alto verso il basso. E anche se si tratta solo del primissimo scampolo di campionato (Dnb Adecco), il Don Bosco sta sognando in grande all’indomani del derby vinto contro la Missardi Montecatini ma soprattutto alla vigilia della trasferta di Bologna, sponda Fortitudo, di fronte a un Pala Dozza vecchio stile popolato in media da 4500 appassionati. Sporting Club al tappeto. Sulle ali dell’entusiasmo, forse, Livorno avrebbe preferito giocare ancora davanti al pubblico amico. Lo stesso che domenica sera l’ha spinta verso un successo più difficile del previsto, al cospetto di una squadra da guerra e ottimamente telecomandata da coach Barsotti. Ma il basket è anche talento, non solo aggressività e organizzazione. E il Don Bosco di risorse ne ha in quantità industriale, basti pensare alla giornata no di Sanguinetti e Benvenuti (entrambi “picchiati” dal primo all’ultimo giro lancetta) e alla conseguente esplosione di Saverio Mazzantini, autore di 18 punti con 3/3 dalla lunga distanza (18 di valutazione complessiva), oltre ad un impatto fisico fuori dal comune per un elemento classe 1995, ma di cui sentiremo senza dubbio parlare in futuro. Minuti e canestri importanti pure per Tommy Sollitto (ormai perno del quintetto, ex Juve Pontedera) e Giorgio Artioli, altri due gioielli provenienti dal serbatoio giovanile che tanto sta producendo a livello di Under 19 con il primato nel girone Dng in attesa della gita a Siena di stasera, a casa Mens Sana. Rebus argentino. E poi c’è lui, super Mario. Non il famoso personaggio dei videogiochi Nintendo, bensì il veterano Gigena. Che dopo i 27 di Piacenza, ne ha messi altrettanti al Pala Macchia sfasciando qualsiasi velleità termale (37 di valutazione) per mezzo di giocate d’astuzia tra cui 7 falli subiti, tutti in azione di tiro e tramutati in un ottimo 11/14 dalla linea della carità. Dunque tanto di cappello a giocatori e staff tecnico, nonostante un plauso particolare lo meriti anche la dirigenza, che in estate ha deciso di puntare con decisione su un asse d’esperienza (Sanguinetti-Gigena) e accerchiarlo di quel talento del quale il basket non può proprio farne a meno. E noi di talento e basket ce ne intendiamo. La speranza è che il bello debba ancora venire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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