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Paulo è la garanzia Emerson non tradisce e il “bimbo” cresce
Siligardi sente profumo di gol, Greco ispira sempre Mbaye fa il giro del mondo, Rinaudo ferma il Tanque Denis
6,5BARDI.
Era dai tempi dei Giovanissimi che non viveva una domenica così. Eppure Denis e Livaja non erano mica roba da circolo aziendale. Merito, è chiaro, della difesa. Checco Bardi comunque è bravo e reattivo quando nella ripresa esce sui piedi di De Luca. E in generale regala sempre quel senso di sicurezza che in fondo alla classifica non offrono ad esempio Puggioni (Chievo), Da Costa (Samp), Padelli (Torino), Curci (Bologna)
6coda
Partita di sostanza, aiuta Rinaudo su Denis, tiene bene la linea. Una partita che ci voleva per il suo morale. Anche se adesso dovrà fermarsi per squalifica.
6,5rinaudo
Compito mica facile quello che gli affida Nicola: vai e ferma Denis. L’uomo dimenticato dal calcio accetta la sfida e la vince. Di piede, di testa, di fisico. C’è sempre. Fino all’ultimo istante. Bravo.
7ceccherini
E ora non chiamatelo più bimbo. Nell’epoca delle marcature a zona, lui si attacca a Maxi Moralez e lo annienta. Nella rosa di Nicola, è senza dubbio il miglior difensore se c’è da uscire alti. Sicuro con i piedi, autoritario. Ragazzo d’oro, in tutti i sensi.
6mbaye
Marco Polo ci mette 80 giorni per fare il giro del mondo, a lui bastano 90 minuti. Parte esterno destro, passa esterno sinistro, arretra a centrale, torna esterno sinistro. Il rischio di perdere la bussola c’è, ma Mbaye tiene. Grande merito: procura l’espulsione di Carmona. Piccolo demerito: a volte è timido, anche troppo.
7emerson
Dopo il gol, una partita da leccarsi i baffi. Sia quando gioca davanti alla difesa, che quando per uno spezzone arretra dietro (e stavolta non centrale ma alla sinistra di Rinaudo). Ha giocato una partita di serie A con la stessa autorità che aveva in B.
6,5greco
Prima lezione di Greco: come passare il pallone in profondità. Suo l’assist che manda in porta Paulinho. Un po’ mediano, un po’ trequartista, ora diga, ora trampolino. Peccato per il mancato gol del 2-0. Ora riprenda fiato, tra squalifica e sosta avrà il tempo di riempire il serbatoio. Di lui c’è un gran bisogno.
7,5luci
Partita strepitosa. A volte sembra di rivedere l’Antonio Filippini dei giorni migliori, quello indemoniato che andava a rubar palla anche al custode. Ma in più Andrea ci mette lucidità nelle ripartenze e anche uomini saltati come birilli. Fategli sempre mangiare la pasta alle 9.30.
6gemiti
Niente di fenomenale. Eppure si vede che lui nasce esterno sinistro e non è una soluzione d’emergenza. Se iniziasse a mettere dentro anche 3-4 palloni...
7,5PAULINHO
E segna sempre lui. Non un gol, ma un gran gol. Nato con uno splendido taglio, concluso con un diagonale millimetrico sul secondo palo. Giocatore universale, manda al manicomio Canini, e solo Scaloni gli evita il raddoppio salvando sulla riga. Caro presidente, ha fatto bene a tenerlo. Un Livorno senza di lui è inimmaginabile.
6,5siligardi
Si vede che conosce i meccanismi, e all’anarchia preferisce la condivisione. La sua è una partita piena, ricca di tutto. Ci piace ad esempio ricordare una chiusura sulla linea di fondo difensiva, nel primo tempo, contro Cigarini. Il sinistro è bello caldo, si sente il profumo del gol.
6 piccini
Era atteso titolare, al posto di Schiattarella. Invece Nicola gli preferisce Mbaye e la scelta ha una logica perché Piccini ha grande potenza ma deve crescere tatticamente e brucia energie in un amen. Entra al 15’ st per Gemiti e finisce addirittura sulla fascia sinistra.
5,5emeghara
Entra al 24’ st per Siligardi. Sembra sempre più Eninnaya e a dirla tutta non è un grande complimento. Eppure siamo convinti che Emeghara non sia questo, pasticcione e mai concreto. Bisogna aver fiducia, sostenerlo, magari anche coccolarlo se questo gli può essere utile. Perché è un capitale del Livorno, perché abbiamo solo 3 attaccanti e perché lo scorso anno ha segnato 7 gol in 17 partite. Forza Eme.
6duncan
Va dentro al 32’ st al posto di Greco. Muscoli per resistere. E solo il palo gli nega il 2-0. Preparati Alfred che sabato a Milano tocca di nuovo a te.
7,5 nicola
Una partita a scacchi. Senza tregua. E giocarla contro Colantuono non era facile. Cambi di posizione, di modulo, una girandola. Ma tatticamente a Nicola non si insegna niente. Rovescia il Livorno come un calzino e la squadra gli risponde alla grande. Perché è sua. E perché lui è uno di loro.
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