Il Tirreno

Livorno

PAULINHO E NICOLA, LA DIFFERENZA

Il Livorno che ho visto contro l'Atalanta mi ha fatto davvero un'ottima impressione. Non dimentichiamo che la squadra di Colantuono è sempre una brutta gatta da pelare, una delle squadre più rognose...

2 MINUTI DI LETTURA





Il Livorno che ho visto contro l'Atalanta mi ha fatto davvero un'ottima impressione.

Non dimentichiamo che la squadra di Colantuono è sempre una brutta gatta da pelare, una delle squadre più rognose da affrontare sul piano tattico, e che è arrivata sull’onda di un pareggio meritato e persino stretto contro l’Inter. Per questo è bene sottolineare i meriti del Livorno.

Credo che gli amaranto abbiano disputato una buonissima partita. Non era facile, vista la pressione dopo gli ultimi risultati negativi, eppure la squadra ha mostrato risorse agonistiche, dinamiche e tattiche importanti. In più c'è quel fuoriclasse brasiliano che la mette quasi sempre dentro. Nel calcio i discorsi li porta via il vento, conta soltanto il pragmatismo e magari anche i numeri: Paulinho è un giocatore che quando parte non lo prendi, in più ha un ottimo senso del gol, è mobile e potente, uno dei nomi nuovi che si affacciano al palcoscenico del campionato. Il Livorno, inoltre, è una realtà guidata alla perfezione dal suo allenatore.

Sono rimasto impressionato dalle varianti tattiche proposte di continuo da Nicola nell'arco dei noventa minuti. Attenzione: qui non si parla di cambi cervellotici o invenzioni stravaganti. Il tecnico ha fatto una serie di adattamenti alle varie situazioni di gara, rispondendo così alle mosse dell'avversario.

Questa capacità di trasformare la squadra in corsa fa parte di una vivacità di pensiero che ti permette di utilizzare al meglio le potenzialità dei tuoi giocatori. Insomma: il Livorno mi sembra una squadra molto dinamica, ben organizzata e magnificamente guidata dal suo allenatore.

C'è un ultimo aspetto da considerare: quasi tutte le squadre che lottano per la salvezza hanno giocatori nella media, se non al di sotto del livello tecnico-tattico richiesto da un campionato impegnativo come la serie A.

Al contrario, il Livorno presenta tre-quattro giocatori di qualità superiore, capaci di decidere una partita con le loro giocate. Per questo, personalmente, sono ottimista in merito alla permanenza degli amaranto nella massima serie, penso che ci sarà da soffrire ma che alla fine il Livorno ce la farà.

(a cura di Giorgio Carlini)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani