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Il derby toscano è del Don Bosco

Il derby toscano è del Don Bosco

Sfida a Livorno con una Missardi pimpante ma imprecisa Mazzantini decisivo e la squadra di Da Prato resta in vetta

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LIVORNO. Se coach Barsotti alla vigilia temeva la duttilità di Benvenuti, l’esperienza di Gigena e la gestione di Sanguinetti, forse in conto avrebbe dovuto mettere anche la fisicità di Mazzantini, l’uomo (o meglio, il ragazzo) che di fatto ha spaccato il derby a favore del Don Bosco, senza naturalmente dimenticare i 27 scritti a referto dell’oriundo. Partita sentita da entrambe le squadre che hanno giocato con passione, ma il risultato non lascia dubbi riguardo alla bella prestazione della squadra livornese che conquista così una vittoria importante nel derby toscano.

Quintetto collaudato per Livorno, che in avvio soffre l’aggressività di una Missardi pimpante ma imprecisa in fase realizzativa; è dunque super Mario da Villa del Rosario a suonare la carica, ben supportato da Mazzantini, Sollitto e dal sesto uomo Artioli.

L’assenza di un pivot di ruolo in casa termale manda invece fuori giri Benvenuti, bravo comunque e mettere le manone su tutti rimbalzi e a produrre tanti secondi possessi (15-14 al 10’).

Ancora Gigena in apertura di seconda frazione, in attesa appunto dello show di Mazzantini e delle giocate finalmente incisive di Sanguinetti, degne dei migliori playground di Harlem (37-31 all’intervallo lungo).

Nella ripresa Da Prato ripropone il doppio playmaker che tanto aveva prodotto in precedenza in termini di assistenza ai compagni e soprattutto di ritmo. Risultato? Più 13 e Missardi ferita, ma tutt’altro che spacciata con la difesa “mani addosso” arma in più degli uomini di Barsotti che però non riusciranno in nessun modo a risolvere il rebus Mazzantini (56-47 al 30’).

Lo spettacolo non manca neppure nel decisivo periodo, Montecatini “picchia” e Livorno risponde, con fatica, a suon di canestri e per mezzo degli scippi di Sollitto e del rientrante Gigena, tenuto a riposo per il rush finale.

Sull’altra sponda tripla della speranza di Caroli (62-52), ultimo lume di una battaglia (nel vero senso della parola) che permette al Don Bosco di rimanere in testa alla classifica in vista della gita davanti ai 4500 del Pala Dozza, tana della Fortitudo Bologna.

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