Nicola vota Siligardi «Voglio altri punti»
«I gol subiti all’inizio? Stavolta cambieremo riscaldamento»
LIVORNO. «Dovremo unire l’atteggiamento avuto in gran parte di queste prime 10 gare alla consapevolezza trovata nella rimonta con il Torino».
Davide Nicola presenta la ricetta per il lunch match con l’Atalanta, condito dalla voglia del Livorno di uscire dalla crisi (1 punto nelle ultime 5 partite) e di ritrovare l’entusiasmo di un mese fa. «Troveremo una squadra che ha valori più alti rispetto alle ultime 3 incontrate (Sampdoria, Bologna e Torino, ndc) – analizza lo chef amaranto – e grandissima esperienza in questa categoria. L’Atalanta, insieme a realtà come Udinese e Cagliari, è una di quelle candidate a stare alle spalle delle big».
Davide, sarà una sfida difficilissima contro un avversario di spessore.
«I nerazzurri hanno qualità, un ottimo allenatore e tante alternative. E nell’ultima giornata hanno centrato un pareggio prezioso con l’Inter al termine di una gara tosta e gagliarda. Ma abbiamo le qualità per metterli in difficoltà».
Il centrocampo sarà in emergenza a causa delle assenze di Biagianti (infortunato) e Schiattarella (squalificato).
«Ma non sono preoccupato, i sostituti saranno all’altezza. Comunque ho parlato con la società di determinate cose, insieme valuteremo cosa fare».
Le condizioni di Biagianti ti preoccupano per il futuro?
«Marco è un signor giocatore, una pedina molto importante per noi. Nella sua carriera ha sempre giocato con continuità. Deve soltanto ritrovare certi equilibri dopo l’infortunio subito nella prima parte della scorsa stagione».
Emerson o Duncan davanti alla difesa?
«Abbiamo valutato un paio di soluzioni, pensando anche e soprattutto al possibile schieramento dell’Atalanta. Devo valutare anche come ridisegnare la squadra in caso di difficoltà, proprio come è successo mercoledì sera dopo i primi 10 minuti del Torino».
Siligardi dall’inizio o a gara in corso?
«Luca ha qualità incredibili, se fosse pronto per fare le due fasi non starebbe fuori. Ha bisogno di occasioni per dimostrare di essere recuperato. Attualmente è il terzo attaccante dopo Paulinho ed Emeghara, mentre Borja è un giovane che sta lavorando molto ma deve crescere ancora».
Come Mosquera.
«Esatto, anche se lui ora è fermo per infortunio. Entrambi hanno bisogno di tempo per integrarsi, dobbiamo avere calma e pazienza».
Giocare alle 12.30 può essere un problema?
«Non sono le 4 del mattino (scherza, ndc). Comunque è sicuramente un orario particolare, che sposta le usanze e le abitudini alimentari. In questi giorni ci siamo allenati proprio alle 12.30 per preparare il match».
Un giudizio su questo avvio di stagione?
«Abbiamo raccolto di più di quello che la gente si aspettava. In alcune situazioni abbiamo pagato dazio, dimostrando comunque di poter essere competitivi. In queste 10 partite i ragazzi hanno visto e conosciuto la serie A, adesso serve tirare fuori le qualità con maggiore continuità».
Ma c’è un dato che spaventa: il Livorno – tra Napoli, Bologna e Torino – ha subito gol nei primi minuti. Perché?
«L’approccio non è mai stato sbagliato o timoroso, forse è mancata una certa reattività nel primo pericolo portato dagli altri. Ma allo stesso tempo dobbiamo valutare anche un altro aspetto: abbiamo incassato queste reti dopo essere partiti meglio dei nostri avversari. Comunque serve sicuramente più attenzione. E già da domani (oggi, ndc) faremo un riscaldamento diverso».
Qualcuno ha frainteso le tue parole (“Non sono fesso”) al termine dell’incontro con il Torino.
«Non era una critica all’indirizzo di Valeri, bensì alla cultura italiana in questo sport. Agli allenatori è stato chiesto di non parlare degli arbitri. E io faccio così. Ma vedo che tanti stanno zitti se le decisioni sono a favore, mentre protestano attraverso i mass media quando gli episodi sono contrari. Ecco, se siamo soltanto in due a cercare di cambiare questa filosofia, allora siamo fessi».
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