Il Tirreno

Livorno

Aspettando l’Atalanta e poi Kharja

di Alessandro Bernini

Biagianti fuori 3 settimane e allora il Livorno piomba sul centrocampista marocchino. Nicola con poche alternative

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LIVORNO. Il Livorno fa la conta. Non dei punti conquistati ma degli uomini rimasti in mezzo al campo. E scopre che bastano un paio di eventi negativi (infortuni e squalifiche) per restare un po’ sguarniti. Così, alla vigilia di Atalanta-Livorno ecco spuntare un nome semi-nuovo per il centrocampo ovvero Houssine Kharja.

La trattativa. Il giocatore piace, il suo procuratore è Beppe Accardi con cui i rapporti sono ottimi (cura anche Rinaudo e Mbaye). Una mezza trattativa c’era stata anche in estate, ma poi tutto si arenò perché il giocatore era bloccato da un contenzioso Fifa. Adesso si torna a parlare, e l’operazione si potrebbe fare anche prima di gennaio. Kharja (31 anni) si è infatti svincolato dall’Al-Arabi, squadra del Quatar, e dunque è tesserabile anche subito. Il ragazzo ha qualità, è un centrocampista dai piedi buoni, molto bravo a impostare l’azione. Resta da valutare la condizione fisica. Comunque sia Nicola che Perotti che Capozucca lo conoscono bene.

Biagianti e gli altri. Guardarsi attorno è quasi una necessità. Non si tratta di scarsa fiducia nei giocatori presenti (figuriamoci, Nicola si getterebbe nel fuoco per i suoi uomini...) ma di una valutazione logica. Biagianti ha avuto una ricaduta sul vecchio problema muscolare e ne avrà per tre settimane. Il rientro probabile è per il 24 novembre, dopo la sosta, con la Juventus. In più sono out anche Mosquera e Belingheri, per cui il giovane Benassi è l’unica alternativa ai tre titolari Luci, Greco e Duncan (e due sono in diffida, ne parliamo dopo).

Contro l’Atalanta sarà una battaglia e Nicola sta cercando di mettere su una formazione in grado di tener testa a un avversario che vale più di Sampdoria, Bologna o Torino.

A destra al posto di Schiattarella si giocano la maglia Piccini e Mbaye, a sinistra Gemiti non è dispiaciuto contro il Torino ma bisogna vedere quanta benzina c’è ancora.

Rischio diffide. La febbre gialla sta facendo vittime. Anche per colpa di quel Valeri che domenica ha fatto più danni della grandine. Oltre a Paulinho, sono così finiti in diffida pure Coda, Luci, Greco e Rinaudo. Cinque giocatori a rischio squalifica, mentre da lunedì tornerà “vergine” Pasquale Schiattarella.

Il fenomeno Cerci. Naturalmente gli inviati della Figc continuano a vedere cosa vogliono. Così a Bologna hanno avuto occhi buoni per ascoltare la bestemmia di Siligardi, ma orecchie un po’ tappate perché nessuno ha sentito le 3 bombe carta che pure hanno fatto sobbalzare mezzo stadio.

E che dire ora di Cerci? L’ex pisano dopo il gol è andato sotto la gradinata col dito davanti al naso come a zittire i tifosi del Livorno (vedere la foto a fianco). Si ammonisce un giocatore che esulta sotto la curva o si alza la maglia, poi si lascia impunito un gesto del genere. Avanti così...

Arbitra Russo. Stavolta ci hanno mandato Russo di Nola. Con lui tre precedenti, 2 sconfitte e 1 vittoria incredibile (25 ottobre 2009 Roma-Livorno 0-1, gol di Tavano). Un po’ di equità: chiediamo troppo?

Ricorso per Mutu. Il presidente Spinelli ha garantito che Livorno ha una scrittura che mette la società al riparo da grane di ogni tipo. Intanto comunque Juventus e Livorno hanno presentato appello alla Corte di arbitrato sportivo per non pagare i 21milioni di risarcimento al Chelsea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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