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A 26 anni è già nel mito Quarto mondiale per Seb

A 26 anni è già nel mito Quarto mondiale per Seb

Vettel straccia tutti anche in India, è campione del mondo con 3 gare di anticipo Ora punta il record di Schumi. Ferrari sempre più triste, Alonso naufraga

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Quattro anni da campione del mondo e un futuro a colpi di record in Formula 1 ancora tutto da disegnare. Classe da vendere e numeri da sogno targati Sebastian Vettel che in India, spazzata via la matematica, passa di nuovo alla storia del Circus prendendosi quello che era già suo da diversi Gp. Quel quarto titolo che lo lancia a soli 26 anni sempre di più alle spalle del connazionale Michael Schumacher, detentore del primato di titoli vinti (sette, di cui cinque con la Ferrari) e suo 'sponsor' fin dai primi passi con la Toro Rosso. Una carriera da predestinato, quella del giovane pilota nato a Heppenheim il 3 luglio del 1987, che comincia a brillare di luce propria già ai tempi dei primi passi nella scuderia di Faenza.

Era quasi finita l'estate del 2008 quando il ragazzino «Made in Deutschland» conquista la pole position nel Gran Premio d'Italia a Monza e conduce la gara dall'inizio alla fine nonostante le proibitive condizioni meteorologiche, divenendo il più giovane vincitore di un Gran Premio di Formula 1 all'età di 21 anni e 73 giorni. È il primo di una serie di record che il terribile 'Seb' toglierà a quello che diventerà il suo storico rivale, Fernando Alonso.

Una sfida che si accende nella maledetta notte vissuta dalla Ferrari a Dubai nel novembre 2010 e sembra riportare alla memoria i tempi (gli Anni Settanta) delle lotte in pista tra Hunt e Lauda: lo spagnolo ad un passo dal primo titolo a Maranello viene murato per tutta la gara dalla Renault del russo Petrov e non può far altro che assistere al primo trionfo del campioncino della Red Bull. Sul circuito che si affaccia al Golfo Persico, Vettel sorprende anche il suo compagno di scuderia Webber per dare il via ad una serie infinita di vittorie, pole e primati difficili da pronosticare solo tre anni fa. Il tedesco diventa il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1 sfruttando al massimo le doti della Red Bull ideata e sviluppata sempre più al meglio dal genio di Adrian Newey, direttore tecnico della scuderia austriaca che porta il nome della celebre bevanda energetica. Quattro campionati vinti di fila che hanno visto quasi sempre come sfidante più pericoloso e accreditato il ferrarista Alonso che finora non è mai riuscito a poter dire la sua fino in fondo a causa di una Ferrari costretta sempre a rincorrere. E se l'anno scorso, Vettel era riuscito a sfruttare al meglio i passi falsi del rivale spagnolo (tra cui due incredibili incidenti alla partenza a Spa e in Giappone), quest'anno a far stravincere il tedesco è bastato l'incredibile sviluppo gara dopo gara portato in pista dalla sua Red Bull e la migliore interpretazione ai cambiamenti apportati alle gomme Pirelli durante il Mondiale. Il tutto per mettere la parola fine sulla stagione 2013 con tre Gp d'anticipo e pensare già al 2014 con il ritorno del turbo e alle rinnovate speranze dei piloti del Circus di arrivare. Nel giorno del suo quarto trionfo mondiale di fila, Vettel si è rammaricato per i fischi di una parte dei tifosi della Ferrari che hanno salutato le sue vittorie in Belgio, in Italia e a Singapore. «È dura essere fischiato quando non hai fatto niente di sbagliato, ma sono molto contento perchè penso di aver risposto in pista», ha affermato .

Gli altri... Ottima gara per Nico Rosberg che riesce a ottenere un secondo posto davanti al quattro volte campione del mondo. Buon quarto posto per Felipe Massa; il brasiliano si mostra competitivo e si prende anche la soddisfazione di condurre la gara nelle fasi iniziali. Giornata da dimenticare invece per Fernando Alonso, condizionato già nelle fasi iniziali dopo il contatto con Webber che ha causato il danneggiamento dell’ala anteriore. Alla fine lo spagnolo della Ferrari finisce undicesimo. L’obiettivo a Maranello resta il secondo posto nella classifica dei costruttori, che non sarà facile vista la buona forma degli avversari.

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