Il presidio
Coda, Mantovani e la lunga estate
Il retroscena delle due trattative, ma alla fine ha scelto bene Nicola
LIVORNO. Si chiamano entrambi Andrea, sono quasi coetanei e sono tutti e due sono difensori. Domani si troveranno l'uno di fronte all'altro anche se a sessanta metri di distanza vista la loro posizione in campo. Saranno avversari, più o meno come la scorsa estate quando sono stati in lizza per un posto nel Livorno.
Alla fine quella corsa colorata d'amaranto l'ha vinta Andrea Coda che l'ha spuntata in extremis su Andrea Mantovani. Le dinamiche del calcio mercato sono davvero curiose. I dirigenti del Livorno avevano inseguito per molte settimane l'attuale difensore rossoblù in uscita dal Palermo. Poi a fine agosto si è aperta improvvisamente la pista che ha portato al giocatore dell'Udinese, transitato da gennaio al Parma. E proprio lui si è aggiudicato il ballottaggio. Sì, perché a quel punto è intervenuto il parere vincolante, decisivo di Davide Nicola che, chiamato a scegliere tra i due non ha avuto dubbi preferendo Coda a Mantovani. Il tecnico ragazzino ha avuto ragione. Ancora una volta. Il rendimento del difensore amaranto non è minimamente paragonabile a quello dell'ex rosanero.
Il nostro Andrea ha metabolizzato in fretta i meccanismi del Livorno e, tranne la sfortunata parentesi di Napoli, ha offerto prestazioni sempre convincenti. L'esatto opposto di Mantovani che ha vissuto un inizio di stagione complicato, esattamente come la sua squadra. Le chiamano sliding doors: imbocchi la strada giusta e sei un signore. Sbagli e sei rovinato. Stavolta a noi è andata benissimo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google