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Il pareggio di Genova se lo inventa l’arbitro

Il pareggio di Genova se lo inventa l’arbitro

Col Toro Samp salvata al 92’ da un rigore molto dubbio, ma anche prima Gervasoni ha sbagliato tutto

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GENOVA. La Sampdoria del traballante Delio Rossi (prossima avversaria del Livorno dopo la pausa) non esce dal tunnel e anzi evita per il rotto della cuffia un altro grave ko interno acciuffando al 92’ un pari insperato contro il Torino grazie a un discusso rigore di Eder. A Marassi la coppia d’attacco granata composta da Immobile e Cerci, infatti, era riuscita a rimontare il vantaggio iniziale blucerchiato di Sansone. Rossi salva la panchina mentre Ventura deve ancora una volta recriminare per i punti persi in pieno recupero, come già accaduto contro il Milan.

Ma sul match pesano soprattutto le decisioni dell’arbitro Gervasoni: oltre al rigore concesso in pieno recupero ai padroni di casa per un contrasto al limite tra Eder e Glik, nel primo tempo l’arbitro di Mantova aveva annullato un gol di Pozzi apparso regolare, e poi incomprensibilmente negato un penalty per parte.

La partita è stata molto strana, col Torino che ha giocato meglio per larghi tratti del primo tempo prendendo il gol quando non lo meritava e tuttavia rischiando all’inizio del secondo il colpo del ko. Lo stesso capita alla Sampdoria, che a metà ripresa pare saldamente in controllo ma ricade nelle gravi disattenzioni difensive che sono il suo maggior punto debole: il Toro pareggia con Immobile grazie a una clamorosa incomprensione fra Da Costa e Obiang e improvvisamente torna a dominare, sfiorando due volte il 2-1 e poi ottenendolo giustamente con Cerci dal dischetto. Samp in bambola e duramente contestata, ma al 92’ arriva il contestato 2-2 che salva (per ora) capra e cavoli.

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