«Il quarto posto? Mi sta stretto...»
Nibali: ho speso tutto per rientrare, alla fine tiravo solo io. Che paura la caduta»
FIRENZE. La medaglia di legno conquistata dopo mondiale durante il quale la dea bendata non gli è certo stata amica non appaga Vincenzo Nibali, coraggiosamente quarto all’arrivo dopo essere finito nella scomoda “tenaglia” spagnola messa in atto da Purito Rodriguez e dal solito Alejandro Valverde: «Un quarto posto che mi va stretto, dopo la sfortuna che mi ha bersagliato e l’inseguimento che sono stato costretto a fare a seguito della caduta nel penultimo giro. Quando siamo rimasti in quattro, dopo l’affondo di Scarponi sul Fiesole, ho capito che sarebbe stato difficile riuscire a vincere, tiravo solo io e gli spagnoli giocavano in difesa, attendendo una mia iniziativa per prendermi in contropiede. Confesso che in discesa ho avuto paura, essendo ancora fresco il ricordo di quello che mi era capitato durante il giro precedente quando ho picchiato la gamba e mi sono detto “ho perso tutto”. Fortunatamente il dolore si è attenuato e sono ripartito. Mi sentivo insicuro, la bici pattinava ma sono rientrato nel gruppo dei migliori. Nei chilometri finali Purito mi ha sorpreso con il suo allungo proprio su uno dei miei terreni preferiti ed è riuscito a distanziarci in discesa"". Il finale è stato quasi scontato:""Mi ero reso conto come Rui Costa fosse il più fresco, non ha dato un cambio e quando se n’è andato, a due chilometri dall’arrivo, non ho potuto reagire per non favorire la tattica di Valverde che poi, nello sprint per la medaglia di bronzo, ha cambiato traiettoria e mi ha gettato a terra».
Stefano Fiori
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