Il presidio
Amaranto, una notte per stupire ancora
Nicola: «Il Cagliari è tra i più organizzati e tra le migliori dieci squadre». Turnover e tenuta fisica due armi in più da usare
LIVORNO. Una notte per stupire ancora. Il primo turno infrasettimanale della stagione può essere quello che consacra il Livorno come rivelazione del primo mese di campionato. Attenzione, però: qui nessuno fa voli di fantasia. L'obiettivo degli amaranto resta quello della salvezza. Non solo: tra il desiderio di ghermire i tre punti e toccare quota dieci punti questa sera, c'è di mezzo un avversario di tutto rispetto: il Cagliari di Diego Lopez, squadra rognosa con il modulo che prevede il trequartista e un impianto tattico solido e in grado di mettere in difficoltà chiunque. Lo sa perfettamente Davide Nicola che in questi giorni ha tenuto tutti sulla corda e non ha permesso a nessuno di abbassare la guardia. Sì, perché quella rossoblu è una realtà del nostro campionato che dispone anche di un carattere d'acciaio capace di resistere alla sventura di dover giocare praticamente sempre in trasferta per la questione dell'inagibilità del Sant'Elia. Insomma, chi pensa che questa sera sarà una passeggiata è completamente fuori strada. Diego Lopez ha lasciato a casa l'acciaccato Cossu (furetto che viene sistemato tra le linee) e al suo posto probabilmente sistemerà Ekdal. Anche a noi manca un centrocampista: Biagianti. Il fiorentino, che sarà rimpiazzato da Duncan, però dovrebbe recuperare per la sfida di domenica a Verona.
Questa sera tornerà al suo posto al centro della difesa Emerson. Alla coppia Emeghara-Paulinho il compito di scardinare la difesa a quattro degli ospiti. In agguato ci sono pure Siligardi e Borja. Al colombiano è finalmente arrivato il transfer per cui andrà almeno in panchina. El Calidoso ha scelto la maglia numero 29. Ma sarà là in mezzo, dove si deciderà la partita. Serve un superlavoro per bloccare il centromediano metodista Conti e per arginare gli inserimenti di Nainggolan. Nicola non ha previsto, opportunamente, nessuna gabbia, ma ha richiesto una dose di attenzione supplementare rispetto al solito, perché questo Cagliari rischia di farci ammattire.
Il verbo di Nicola. Ieri in conferenza stampa la serenità di Davide Nicola: «Siamo perfettamente consapevoli che andiamo ad affrontare una delle migliori dieci squadre del campionato. Il Cagliari è molto organizzato. Ed è abile nella gestione della palla. La spina dorsale dei rossoblu è composta da elementi che giocano insieme da molti anni e questo è un valore aggiunto. Accetta l'uno contro uno dietro, ma ha pure centrocampista ed attaccanti di grande qualità». Predica umiltà, il tecnico piemontese: «Siamo partiti bene, ma siamo solo all'inizio della stagione per cui è opportuno rimanere con i piedi per terra».
Turnover. Quello di stasera è il secondo di tre impegni in una settimana. Inevitabile pensare a qualche variazione nella formazione: «Guardate – precisa Nicola – che io il turnover lo faccio spesso. Basti pensare alla fascia sinistra dove è partito Gemiti e poi ha giocato Mbaye. Belingheri? Nessuno lo ha accantonato. Lo considero un giocatore di grande esperienza e capacità e lui lo sa. Ha giocato in Coppa Italia e poi con la Roma».
Tenuta fisica. Negli ultimi minuti della partita di Genova la squadra ha accusato un calo preoccupante proprio perché verificatosi nel contesto di una settimana densa di impegni. Nicola rasserena l'ambiente: «Non credo che ci sia stato un appannamento fisico. Nell'arco di una partita a una squadra capita di soffrire per dieci o quindici minuti. A Genova siamo andati in affanno nell'ultimo segmento della gara e questo ha dato nell'occhio. Ma se quella fase di supremazia genoana ci fosse stata, per esempio, a metà del primo tempo, nessuno vi avrebbe dato eccessivo peso. Da questo punto di vista non sono per nulla preoccupato».
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