Il Tirreno

Livorno

Si alza il ruggito di gattoBardi «Questa maglia è una magia»

di Fabrizio Pucci
Si alza il ruggito di gattoBardi «Questa maglia è una magia»

Le partite con gli amici a Salviano, il volo dal Sorgenti all’Inter, un futuro da predestinato «Ora conta solo il Livorno. E dico grazie a Nicola che ci sta trasformando giorno dopo giorno»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un gol, vero, del nostro portiere lo abbiamo visto: Belgrado, 2 novembre 2006, coppa Uefa. Colpo di testa di Marco Amelia e Partizan-Livorno 1-1. Roba da tramandare di generazione in generazione. Un altro gol, sotto le più tradizionali forme di una parata, l'ha segnato sabato sera Francesco Bardi.

I frame che immortalano il miracolo del Gatto Amaranto sono ancora impressi nelle pupille dei livornesi. Siamo agli ultimi respiri della battaglia si Marassi, “saponetta” Stoian sguscia via sulla sinistra, pennella un cross perfetto sul quale si avventa Calaiò. Inzuccata precisa che manda, anzi manderebbe il pallone sotto il pallone sotto la traversa, se Checco non si vestisse da Uomo Ragno disinnescando la stilettata assassina.

Bimbo prodigio. Guardi la sua carta d'identità (21 anni compiuti a gennaio) e ti viene naturale chiamarlo “portierino”. Niente di più sbagliato. Altro che diminutivo. Per Bardi ci vuole l'accrescitivo. Sì, perché lui è un portierone che dopo gli esordi nel Sorgenti è approdato al Livorno prima di essere acquistato dall'Inter. L'anno scorso c'è stata la parentesi a Novara ed ora di nuovo in prestito nella società che ama di più. Francesco ha tutte le carte in regola per essere un predestinato.

Ma lui vive il presente senza vivere di ansie anticipatorie. Sabato notte nella pancia di Marassi ripeteva come un mantra: «Sono felice di essere nel giro nerazzurro, ma adesso conta solo il Livorno. Questa è la squadra del mio cuore. Qui indosso la maglia a cui sono più legato in assoluto».

Quando Bardi nacque, il Livorno giocava (senza vincere) con il Calzaturieri. Amarezze che per sua fortuna non ha vissuto. Da livornese di scoglio però puntalizza anche altro: «Per la verità non ho neanche visto con i miei occhi il Salviano vincitore del Palio Marinaro nei primi Anni Novanta...».

Umiltà e determinazione. Sabato sera ha salvato il risultato al minuto 93 dopo aver trascorso un'ora e mezzo praticamente da disoccupato. Al di là dei mezzi tecnici e atletici, Bardi ha pure nervi d'acciaio al punto da dominare senza difficoltà l'emozione del debutto con la Roma il 25 agosto e il battesimo di fuoco in uno stadio caldo come quello di Genova.

Eppure lui, ambizioso a giusta ragione, mica fa il fenomeno, Anche se il risveglio domenicale è stato davvero dolce. «Sono giovane e proprio per questo devo ancora migliorare molto. Queste prestazioni, parate come quella di Marassi, devono essere un punto di partenza. Quello è stato un intervento importante perché ho evitato una sconfitta che non avremmo meritato”.

Orgoglio amaranto. Deve esserci un microchip guasto nella sua carta d'identità. Un altro ragazzo della sua stessa età, dopo una serata come quelle del “Ferraris” si sarebbe montato la testa e invece lui preferisce parlare della squadra, di chi lo ha messo in condizione di esprimersi al massimo delle sue potenzialità: «Dopo la sconfitta con la Roma – ha affermato – ci siamo ripresa. Prima ci tremavano le gambe. Ora no. Anzi. Con la nostra organizzazione mettiamo paura agli avversari. Il merito è tutto di Davide Nicola, un allenatore straordinario, dei suoi collaboratori e dei miei compagni di squadra che stanno facendo grandi cose. Stiamo acquisendo sicurezza in noi stessi. Se continuiamo così possiamo toglierci tante belle soddisfazioni anche in un campionato difficile come questo».

Idolo Buffon. Dopo il miracolo di Genova, Bardi è finito sotto le luci della ribalta. Anche ieri le tv nazionali hanno mostrato il suo intervento, e molti lo hanno etichettato come l’erede di Buffon.

Ma lui, Francesco, non ha raccolto la simpatica provocazione. Anzi: «Gigi è il mio idolo. Non solo – ha detto – è un punto di riferimento. Di portieri così ne nasce uno ogni cento anni. Io devo ancora correre tanto...».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana