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Tre sotto esame, e il Milan di più

Tre sotto esame, e il Milan di più

La prima di Champions: Juventus e Napoli ci arrivano bene, i rossoneri sono già in affanno

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MILANO. Domani sera si alza il sipario più nobile e torna la Champions: subito in campo la Juve a Copenhagen per quello che pare l’impegno più facile (ma è pur sempre una trasferta insidiosa), mercoledì tocca al Napoli che ha di gran lunga la partita più difficile ospitando al San Paolo i vice-campioni europei del Borussia Dortmund. Dei tre, però, il match più delicato è quello del Milan che sempre mercoledì sera aspetta il Celtic a San Siro: non preoccupano tanto gli scozzesi, è la condizione dei rossoneri che allarma.

Poco da stare Allegri. Montolivo ko 3 settimane e Poli in dubbio sono le ultime due tegole arrivate sulla testa di Massimiliano Allegri, che sta vivendo un altro inizio molto difficile di stagione e sembra in allarme perenne. Da Torino è uscita una squadra che si è salvata per il rotto della cuffia e fra bollenti accuse dei granata, ma soprattutto che ha gravemente deluso. Male la difesa, maluccio Kakà (pure lui acciaccato), malissimo Robinho. Vetta della classifica già lontana 5 punti e gioco che non decolla mentre incombono partite già decisive: quelle di Champions contro le nobili decadute Celtic e Ajax e quelle di campionato contro Napoli e fra non molto anche Juventus. Con un bollettino medico che segnala oltre agli ultimi ko pure quelli di De Sciglio, Abate, Silvestre e Bonera.

Più di tutto però pesano i guai difensivi: 6 gol subìti nelle prime 5 partite sono un segnale difficile da ignorare. «Siamo leggeri dietro», ha ammesso Allegri, che ora è chiamato come minimo a sistemare l'organizzazione difensiva, perché anche al Torino ha concesso troppi contropiedi facili. Il Celtic è l’avversario migliore che poteva capitare a livello Champions, però è in buona forma, ha molto orgoglio e poco da perdere; mentre il tecnico livornese e la sua squadra sono nella scomoda posizione di chi si gioca sempre tutto o quasi nella prossima partita.

I 20 giorni di Conte. Uscita indenne - ma col primato in campionato perso dopo un anno e mezzo - da San Siro, la Juventus parte per la Champions con un unico obiettivo: vincere a Copenhagen. «Perché è importante partire bene». Nessun calcolo di lungo periodo, ma una sola convinzione: domani sera contro i danesi (che oltretutto hanno iniziato male la stagione) bisogna conquistare i 3 punti, non ripetendo la mezza scivolata dell’anno scorso.

In Europa l’obbiettivo bianconero è flessibile: quello minimo è fare come l’anno scorso, quello massimo è... innominabile, comunque arrivare fra le prime 4 sarebbe ritenuto molto positivo. Il realismo è d'obbligo per riuscire a gestire l'annata sia sotto il piano fisico, sia sotto quello psicologico, considerato che invece in campionato l’unico traguardo possibile è il terzo scudetto. «Abbiamo cominciato un periodo che ci vedrà in campo sette volte in 20 giorni - spiega Conte - e questi 20 giorni ci faranno capire davvero la nostra forza. Ci sarà bisogno di tutti e il turn over verrà fatto quando opportuno». Un turn over che in attacco potrebbe cominciare già a Copenhagen, dove Vucinic potrebbe essere lasciato in panchina per far posto a Quagliarella o a Giovinco. In difesa, invece, di certo ci sarà Barzagli, fra i migliori anche a Milano malgrado gli acciacchi.

Rafa aspetta e spera. Dieci gol e nove punti in 3 partite, due nuove stelle del San Paolo come Callejon e Higuain e il primato solitario in classifica (e se la Roma non lo dovesse raggiungere stasera sarebbe la stessa suggestiva situazione del 1990, anno dell’ultimo scudetto azzurro...)

Il Napoli si specchia nei numeri di un avvio di stagione da incanto e si vede bello, concreto e vincente. Il 2-0 sull'Atalanta ha consacrato il turn over di Benitez che ha saputo dosare le energie dei suoi azzurri, adesso Rafa si ritrova Hamsik, Callejon, Maggio, Zuniga e Behrami freschi come rose per l'esordio in Champions. Però sarà un esordio da brividi: al San Paolo arriva la corazzata Borussia, che nel suo campionato è prima e a punteggio pieno dopo 5 giornate e nell’ultima ha giocato a tennis (6-2) con l’Amburgo.

Benitez aspetta senza paura e con orgoglio lo squadrone di Klopp, in fondo andrebbe benissimo anche un pareggio e in ogni caso una eventuale sconfitta non sarebbe decisiva. A guidare l’attacco azzurro sarà ovviamente Higuain (l’anno scorso eliminato proprio dal Dortmund col Real Madrid), alle sue spalle Rafa ha l’imbarazzo della scelta. Napoli vuole stupire anche l’Europa.

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