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Sta nascendo il centrocampo di ferro

Sta nascendo il centrocampo di ferro

Schiatta-Greco-Biagianti decisivi a Reggio tra entusiasmo e nuovi equilibri

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LIVORNO. Domanda del giorno: a Reggio Emilia ha fatto la differenza. Aiutino: non si tratta di un singolo giocatore, ma di un intero reparto. Risposta: il centrocampo. Sì. Perché al Mapei Stadium prima della sosta il Livorno ha dominato nella zona nevralgica, quella fetta di campo dove si vincono o si perdono le partite.

Zona vietata. Il centrocampo amaranto è di ferro. E stato costruito con acume, criterio e seguendo un filo logico. In serie A c'è da correre e lottare su ogni pallone? Nessun problema: abbiamo uomini in grado di garantire quantità e sacrifico. Ovviamente servono anche piedi buoni. E abbiamo anche quelli. Per gli altri, almeno le squadre della nostra fascia, non sarà una passeggiata di salute incrociare la strada con i centocampisti di Davide Nicola.

Leandro e i suoi fratelli. La stella è Leandro Greco, un esempio sul piano umano, ma pure un signor giocatore. Il ragazzo ha talento, spirito di sacrificio e da una paio di settimane gioca più alto anche grazie ai quattro polmoni di Marco Biagianti, un altro acquisto con i fiocchi. L'ex catanese là in mezzo si fa sentire. Corre per due, tampona, lotta e imposta. Un lavoro oscuro (neanche poi tanto) che consente a Luci di respirare. Il capitano non deve più sobbarcarsi una enorme mole di lavoro e ha libertà di impostare e pure di attaccare. Non è un caso che a Reggio Emilia il rigore del 4-1 se lo sia procurato proprio Andrea al termine di un profondo inserimento che lo ha collocato davanti al portiere come mai era accaduto nelle sue tre precedenti stagioni livornesi.

Il soldatino e gli altri. Un giocatore irrinunciabile è senza dubbio Pasquale Schiattarella, un motorino inesauribile, esempio di duttilità che può essere schierato praticamente ovunque. Il Soldatino sa fare entrambe le fasi sulla corsia destra e all'occorrenza può essere utilizzato anche da interno. Di certo è un equilibratore tattico come pochi. Sulla corsia opposta si giocano la maglia da titolare Gemiti e Lambrughi, che ufficialmente figurano nella lista dei difensori, ma sono chiamati a ricoprire il ruolo di esterni alti nel collaudato 3-5-2. A loro si è aggiunto Duncan che ha forza fisica, corsa e intelligenza tattica più che sufficiente per essere mandato a presidiare la fascia sinistra. In questo inizio di campionato è scalato in panchina Belingheri, un'arma tattica letale, mentre Benassi e Mosquera attendono il loro turno pronti a dare il loro contributo. Il centrocampo c'è. E dobbiamo andarne orgogliosi.

(al. be.)

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