Belingheri-gol e dei buoni esperimenti
Il Livorno passa a Carrara in amichevole. Nicola prova Duncan a sinistra, ottimi Coda e Biagianti, bel debutto di Mosquera
CARRARA. Nel giorno in cui la Carrarese inaugura il nuovo terreno di gioco dal fondo sintetico e presenta l'ultimo arrivo, la punta Marco Cellini (a segno l'anno scorso all'Ardenza con la Juve Stabia, un lusso per la Lega Pro) in casa amaranto Davide Nicola risolve il rebus della corsia sinistra dove gioca subito la carta Duncan e fa scalare in panca sia Gemiti che Lambrughi. Alfred ovviamente deve acquisire confidenza con il nuovo ruolo, ma nel complesso se la cava e nella zona calda del campo compone un linea solida e propositiva che poggia le fondamenta sul talento di Greco (ripetutamente maltrattato dagli avversari), la corsa di Luci e la sapienza tattica di Biagianti.
Sull'altro versante le scorribande di Schiattarella sono spesso sanguinose per i padroni di casa. Da una percussione del Soldatino, infatti scaturisce una palla gol per Emeghara che, in fuorigioco, timbra il palo con un colpo di testa al 12'.
Nei primi venti minuti in campo c'è solo il Livorno che oltre dopo due giri di lancetta va vicino al gol con una stilettata di Luci dai 16 metri. Di Vincenzo devia in angolo. Con il trascorrere del tempo il ritmo degli amaranto cala e i padroni di casa acquistano fiducia fino quasi a diventare intraprendenti.
Il test è valido e c'è la possibilità di ammirare la personalità di un ottimo Coda (preferito nella circostanza a Ceccherini) e la sicurezza di Anania che evade la normale amministrazione con irrisoria facilità.
Nella ripresa Coda scala al centro della difesa e si conferma sugli alti livelli della prima frazione. Il dato sensibile è costituito dagli esordi di Mosquera e Borja anche se la prima occasione del secondo tempo è per la Carrarese con un colpo di testa di Battistini.
Borja convince, ma supera l'esame anche Mosquera. Il ragazzo forse non avrà piedi educatissimi, ma di certo è uno che si fa sentire. Con il suo baricentro basso (come struttura ricorda vagamente Salvatore Bagni) è veloce e recupera una quantità industriale di palloni. Neanche a lui fa difetto la personalità che gli consente di proporsi in fase di costruzione (suo il suggerimento per Emeghara che angola troppo da buona posizione al 20') e lo porta a cercare il gol dalla distanza. Sul ragazzo (classe 1991) si può lavorare con profitto.
Tanto impegno, però non ha prodotto gol fino al 28' quando Belingheri ha deciso che era arrivato il momento di sbloccare il risultato con una sassata dai 30 metri con pallone che si è insaccato nel sette alla destra di Nodari. Nel finale gloria anche per Aldegani bravissimo a disinnescare un destro assassino di Merini.
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