Il Tirreno

Livorno

LA TOSCANA CHE SEGNA E DIVERTE

DI GIORGIO BILLERI
LA TOSCANA CHE SEGNA E DIVERTE

DI GIORGIO BILLERI. Serviva gente di serie A, è arrivata. E si è visto- Emeghara, Biagianti, Greco: roba tosta, non fuoriserie ma solidissime berline tedesche, di quelle che non ti fanno venire i...

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DI GIORGIO BILLERI. Serviva gente di serie A, è arrivata. E si è visto- Emeghara, Biagianti, Greco: roba tosta, non fuoriserie ma solidissime berline tedesche, di quelle che non ti fanno venire i brividi ma nemmeno ti lasciano a piedi. Il Livorno con la tuta blu ha ritrovato d’incanto lo spirito dello scorso anno, una serata intrisa di sudore e felicità: la punizione di Greco e la zampate di Speedy Emeghara e Paulinho sono state stelle comete in un cielo, fino a ieri sera, buio come la pece e Nicola, alla vigilia abbastanza preoccupato per un lavoro di assemblaggio che dovrà giocoforza essere accelerato, potreà adesso godersi una sosta di lavoro ma anche di serenità, proprio quello che ci voleva magari aspettando l’ultimo cadeau di mercato, oggi, dal presidente Spinelli.

Belle di notte, le toscane. Di una bellezza addirittura stordente la Fiorentina, che si è scrollata dal bavero della giacca la polvere di una serata stupida in Europa andando a scherzare a domicilio il povero Genoa con le firme nobilissime di Pepito Rossi, Aquilani e anche del cruccone Gomez, finalmente a segno. E lassù, insieme alle big annunciate, c’è anche la vituperata Inter si Walter Mazzarri (toh, un altro toscano): Catan ia era il primo crocevia della stagione, una sorta di finestra sulla credibilità della nuova creatura di WM: e forse non è stato un caso che sul blitz del Cibali ci siano le stesse firme della prima vittoria col Genoa: Palacio e Nagatomo. La big night dei toscani si chiude con la vittoria-brodino di Max Allegri e del suo Milan: niente di trascendentale sul Cagliari, però sono arrivati tre punti che sono ossigeno, aspettando Kakà, il figliol prodigo.

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