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Tyson choc: muoio di droga e alcol

Tyson choc: muoio di droga e alcol

La confessione in tv: ma riuscirò a uscirne. Intanto diventa manager di boxe

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NEW YORK. Record sportivi a raffica, intemperanze di vario tipo, tra orecchie morsicate agli avversari e violenze sulle donne con relativi arresti. Dopo quasi trent'anni di eclatanti trionfi e rovinose cadute, oggi Mike Tyson torna a far parlare di sé evocando la sua malinconica fine per colpa di alcol e droghe. Salvo poi promuovere la sua nuova società di combattimenti, che sta per debuttare. Intervistato dalla Espn l’ex campione dei pesi massimi, 47anni, ha confessato di stare per morire, perché alcolizzato. Subito dopo, però, Tyson ha assicurato di voler cambiare vita chiedendo di essere perdonato per le «tante cose cattive» fatte. «Non voglio morire, ma vivere una vita diversa», ha spiegato, annunciando per la gioia dei suoi fan di aver già compiuto il primo passo in questo senso: «Sono sei giorni che non bevo e non faccio uso di droghe, un miracolo...». Ripercorrendo le sue gesta non proprio 'eroichè, Iron Mike ha ammesso di assumere sostanze di ogni genere ed ha chiesto scusa «a chi pensa che io sia ancora sobrio». Poi, la promessa: «Riuscirò ad uscirne». La carriera di Tyson, il più giovane campione mondiale dei massimi di sempre, a soli vent'anni, meriterebbe almeno un film. La sua irresistibile ascesa verso le vette del pugilato è stata infatti accompagnata da numerose apparizioni nelle pagine di cronaca nera (gli arresti per violenza sessuale, uso di stupefacenti, le risse) che ne hanno macchiato l'immagine di sportivo e di uomo agli occhi dell'opinione pubblica. Fino alla squalifica, nel 1997, per aver morso un orecchio di Evander Holyfield durante un incontro, che gli è costato un anno di stop.

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