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Alonso fa i miracoli, Vettel va in paradiso
La Rossa dello spagnolo da nona a seconda, ma non basta
SPA. Il trionfo annunciato di Sebastian Vettel da una parte e una Ferrari ritrovata (e tutt’altro che annunciata) dall'altra: ecco il Gp del Belgio, ripresa del Mondiale di Formula 1 dopo la pausa estiva.
E così si ricomincia all’insegna del duello più vero e più bello, anche se il vantaggio della Red Bull sulla Rossa è quasi incolmabile: 46 punti a 8 gare dalla fine sono un capitale che un pilota bravo e astuto come Seba molto difficilmente si farà rimangiare. Per il tedesco si profila il proseguimento del filotto vincente cominciato nel 2010, per la Ferrari del filotto perdente iniziato due anni prima: però l’importante è esserci e dare battaglia fino alla fine. A cominciare da Monza dove l’8 settembre sarà bagarre entusiasmante, perché se Vettel vince anche lì la corsa è finita davvero, ma se Fernando riuscisse ad arrivare davanti i giochi si riaprono.
Il campione del mondo della Red Bull domina dunque nel tempio della velocità di Spa aumentando il gap in classifica su Fernando Alonso, secondo al traguardo al termine di una bellissima rimonta partita dal nono posto sulla griglia e conclusasi in un altro quasi miracolo. Una prestazione, quella dello spagnolo, arrivata grazie ad una Ferrari F138 di nuovo competitiva che fa ben sperare gli uomini in rosso in vista del Gp di casa e dei propositi di “remontada” da parte del pilota asturiano, sempre alla ricerca del primo titolo con il Cavallino Rampante.
Sull'ultimo gradino del podio, dopo una gara così così, la Mercedes di Lewis Hamilton che scavalca in classifica al terzo posto l’uomo-mercato Kimi Raikkonen, tradito dai freni della sua Lotus e costretto ad abbandonare la corsa. Ma a differenza di Alonso che a conti fatti ha fatto anche troppo, Hamilton ha parecchio da recriminare: partiva dalla pole (la quarta di fila) e sicuramente doveva fare di più, invece non l’ha saputa difendere e ha perso un’occasione preziosa. La Mercedes sta facendo un ottimo campionato ma non dà l’impressione di poter competere stabilmente ai massimi livelli.
Settima alla bandiera a scacchi l'altra Rossa di Felipe Massa partito male e mai protagonista nel circuito immerso tra le Ardenne: un risultato che non può soddisfare il brasiliano alla ricerca del rinnovo - sempre più improbabile, la partenza è quasi certa - con la scuderia di Maranello.
Partenza regolare ma subito molto emozionante nel Gran Premio del Belgio con la Red Bull di Vettel, secondo in griglia, che riesce a soffiare dopo le prime curve la testa della gara alla Mercedes di Lewis Hamilton. Super avvio della Ferrari di Alonso che al semaforo verde si porta dalla nona alla quinta posizione rimettendosi subito in corsa dopo la giornata balorda delle qualifiche (che comunque rimane pur sempre il tallone d’Achille di Maranello). Da dimenticare, invece, l'altra Rossa di Massa che da decima sfila in dodicesima posizione e si dispone subito a fare la comparsa.
A fare battere i cuori dei ferraristi ci pensa, così, lo spagnolo del Cavallino Rampante che in pochi giri vola in terza piazza sbarazzandosi facilmente della McLaren di Button (in ripresa) e della Mercedes di Rosberg. Alonso si butta così all'inseguimento di Hamilton e Vettel dando l'impressione di avere una F138 di nuovo in palla come all'inizio del campionato. Al giro 12 si ferma la Mercedes di Hamilton per sostituire le gomme medie con le dure, poco dopo pit-stop anche per Alonso che al ritorno in pista si ritrova sugli scarichi della Mercedes dell'inglese e dopo un bel duello riesce a passarlo con decisione. Ai box anche Vettel che resta in testa alla gara, ma si ritrova alle spalle la Ferrari di Alonso che si avvicina al tedesco a suon di tornate veloci.
Passano i giri e la Ferrari dello spagnolo sembra prendere fiato restando ad una distanza di 7-8 secondi dalla Red Bull del campione del mondo. Si arriva così al giro 26 quando si ritira la Lotus di Kimi Raikkonen (uomo mercato del momento e contendente per il titolo, ma mai protagonista questa volta a Spa) per un probabile problema ai freni. Mancano 14 giri al termine ed è l'ora dell'ultimo pit-stop: per qualche minuto Alonso sembra in grado di poter riavvicinare Vettel, ma è solo una illusione.
La pioggia tanto desiderata da Alonso non arriva e la Red Bull del campione del Mondo non cede di un millimetro, anzi allunga fino al traguardo e contemporaneamente in classifica. La rimonta della Ferrari dello spagnolo si ferma alla seconda piazza, ma a Maranello resta la certezza di poter giocarsi tutte le carte fino alla fine della stagione con una F138 finalmente ritrovata. Non è poco, adesso però bisogna assolutamente fare l’ultimo salto: a Monza la condizione per vincere e provare a riaprire il discorso sarà partire non oltre la seconda fila. I (mezzi) miracoli di Fernando possono bastare per lo spettacolo, non per il titolo.
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