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Totti resta il pericolo numero uno
Giocherà da centravanti puro supportato da Pjanic e Gervinho
ROMA. In un cantiere aperto come quello attuale, soprattutto nel reparto avanzato (Osvaldo ceduto, Lamela quasi, Borriello offerto a mezza Europa, Destro fuori per infortunio chissà fino a quando), il pericolo numero uno per la banda Nicola, domenica sera, sarà sempre e soltanto il capitano. Trentasette anni tra un mese, Francesco Totti agirà probabilmente da centravanti puro, magari supportato da Pjanic e l'esordiente Gervinho. Un trio assolutamente inedito che, ad oggi, non prevederebbe l'impiego di Lamela, braccato dal vecchio mentore Franco Baldini, ora nuovo direttore sportivo del Tottenham, club reso ormai ricchissimo dalla cessione-record di Bale al Real.
Una Roma assolutamente sperimentale, pertanto, si prepara all'esordio in campionato, specchiandosi come al solito negli estri e nel repertorio di Totti. Che retrocederà a centrocampo se il Livorno dovesse, soprattutto con il pressing, inaridire la manovra della Roma, buttandosi negli spazi, da vero attaccante, se i giallorossi dovessero agire sovente in superiorità numerica. Singolare comunque che, a meno di dieci giorni dalla fine del mercato, la Roma non abbia regalato al tecnico Garcia una parvenza di squadra completa, una ossatura sulla quale lavorare in modo compiuto. La sensazione è che vendendo Marquinhos e Osvaldo per quasi cinquanta milioni di euro, trattando concretamente Lamela per altri trenta, la società, fuori dall'Europa per il secondo anni di fila, abbia preferito varare una politica di austerity, liberandosi degli ingaggi più robusti, incassando soldi veri da cessioni eccellenti, riassestando così il bilancio.
L'ambiente, inutile negarlo, assiste in modo preoccupato all'evolversi della situazione. Anche ieri pomeriggio, nell'ambito della presentazione ufficiale della nuova rosa, svoltasi all'Olimpico, non sono mancati messaggi, indirizzati alla società, affinché non smobiliti, rinforzando al contrario la Roma. Che, ad oggi, appare gruppo monco, sicuramente da ottimizzare.
Giorgio Bicocchi
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