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Mazzarri, no drammi ma questa Inter ha bisogno di rinforzi

MILANO. Nessuno fa drammi ma di certo serpeggia una certa preoccupazione a una settimana dall'inizio della stagione con il debutto in Coppa Italia: l'Inter rientra a Milano dopo la batosta rimediata...

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MILANO. Nessuno fa drammi ma di certo serpeggia una certa preoccupazione a una settimana dall'inizio della stagione con il debutto in Coppa Italia: l'Inter rientra a Milano dopo la batosta rimediata nella partita contro il Real Madrid persa per tre reti a zero, l'ultima della tournee americana. Bilancio del tour statunitense non proprio fallimentare ma quasi. Dieci gol subiti, uno messo a segno. È solo il calcio d'agosto, eppure sarebbe sbagliato non coglierne i segnali.

Walter Mazzarri minimizza, elogia i suoi che però hanno reagito solo nell'ultima mezz'ora della partita quando il Real era appagato con tre gol di vantaggio. La sfida contro i Blancos (come le precedenti contro il Chelsea, il Valencia e, nonostante la vittoria, anche quella contro la Juventus) mette a nudo problemi vecchi: l'assenza di qualità con alcuni giocatori modesti, decisamente non da Inter. È sicuramente il caso di Pereira, Kuzmanovic, Jonathan. Un dubbio riguarda anche Cambiasso: le sue doti tecniche non sono in discussione ma appare - come già l'anno scorso - sempre più lento, praticamente fermo. Guarin è lontano anni luce dal guerriero che sembrava. A centrocampo, l'assenza di Kovacic (infortunato da circa un mese, molto probabile uno stiramento) si fa sentire. Tuttavia quando rientrerà, potrebbe recitare il ruolo scomodo di predicatore nel deserto. La difesa scricchiola, convince solo l'attacco con Icardi in tandem con Palacio.

Nel complesso, l'Inter di Mazzarri - almeno per ora - è molto vicina a quella dell'epurato Stramaccioni. I correttivi apportati non sono sufficienti: Rolando e Wallace possono essere 'convenienti’ a non decisivi. Ci si orienta verso Taider, un giocatore interessante ma latita il vero colpo di mercato, quello capace di fare la differenza. Branca e Ausilio programmano incontri e summit, confronti: un lavorio fitto ma ancora scarso in quanto a risultati. Sicuramente Mazzarri chiede una accelerazione di mercato anche a causa della defezione dei lungodegenti (Samuel, Chivu, Mudingaye, Milito, Zanetti) e con gli esuberi ancora da piazzare. Restano quindici giorni per puntellare una squadra incompleta, non ancora proiettata nel futuro e in parte vittima del suo passato.

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