Il Tirreno

Livorno

Chiaverini, 8 km di bracciate per solidarietà

di Mauro Donateo
Chiaverini, 8 km di bracciate per solidarietà

Dal Boccale ai Bagni Tirreno: l’impresa del 40enne dura due ore. Gli ultimi metri si tuffa anche il figlio

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LIVORNO. «Ci siamo, sta arrivando» dice il fratello Emilio, e in effetti si vedono arrivare i gommoni che lo accompagnano, insieme al motoscafo della Svs, e lui, Davide Chiaverini, quarant'anni, dipendente della Laviosa e istruttore di nuoto, sbuca da dietro e bracciata dopo bracciata, arriva alla meta finale: la scaletta della punta dei bagni Tirreno. Ad attenderlo, oltre alla mamma in ansia per "il suo bimbo", tantissime persone che lo hanno acclamato come un vero campione. Gli ultimi metri sono stati ancora più belli, perché si è tuffato anche Edoardo, il figlio di otto anni. Scopo dell'iniziativa è stato aiutare l'Agbalt (Associazione Genitori Bambini Affetti Leucemia o Tumore), la Onlus, con sede al reparto di Oncoematologia Pediatrica al Santa Chiara di Pisa, nata nel 1986 dalla volontà dei genitori con figli affetti da patologia neoplastica.

La partenza è avvenuta alle 9.50 circa, di fronte al Boccale, e alla fine il cronometro recita due ore e venti per un totale di circa otto chilometri. «Mi hanno pinzato ovunque le meduse, ne ho contate ben duecentoquarantatre! Inoltre gli ultimi tre chilometri si è alzato il maestrale, e quindi facevo fatica a respirare». Sono queste le prime parole dopo l'impresa, poi Davide, un fisico da fare invidia a molti ventenni, si commuove spiegando il significato del suo gesto, perché «ci sono persone che stanno peggio di noi».

«È stata dura, proprio per il vento - continua a spiegare- non abbiamo potuto montare le reti e sono dovuto partire prima. In ogni caso sono davvero soddisfatto, mi ero allenato tanto. Vedere tutte le persone lungo la costa che mi incitavano è stato davvero bello». Che cosa spinge una persona a fare queste imprese? «La solidarietà, credo molto in questa associazione, finché avrò energia voglio aiutarla» . Chiaverini non è nuovo a questi gesti di beneficenza, e nel suo curriculum ci sono anche due maratone di New York. Erika Todisco, socio genitore attivo dell'associazione, tiene a voler ringraziare espressamente Davide, «è tutto merito suo, ha fatto tutto da solo, è il solo organizzatore dell'evento. Il nostro obiettivo -prosegue- è aiutare la ricerca».

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