Il Tirreno

Livorno

Gianluca Guidi sbarca a Calvisano

di Dario Serpan
Gianluca Guidi sbarca a Calvisano

Il coach e rugbista livornese saluta la nazionale e sceglie l’Eccellenza: «Volevo una nuova avventura»

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LIVORNO. Dodici anni dentro la Fir, come allenatore e poi responsabile della prima Accademia del rugby aperta in Italia, precisamente a Tirrenia. Un mondiale vinto in giugno con la nazionale under 20, poi l’uscita di scena.

Gianluca Guidi, rugbista e coach livornese, saluta il mondo della nazionale e si prende la panchina del Calvisano, formazione con la quale darà l’assalto all’Eccellenza 2013/14. Sarà un’edizione speciale, con un derby speciale, quando “Cuca” incrocerà le armi con il Rovigo di Andrea De Rossi, altro livornese di rango nel mondo della palla ovale. «Quello scontro - ammette Guidi - lo sentirò particolarmente. Io e Andrea siamo amici, abbiamo giocato assieme e siamo entrambi cresciuti nel Livorno Rugby. Impossibile dimenticarci, ma è chiaro che, quando il campo ci dirà nemici ognuno penserà a far vincere la propria squadra». Dal 29 luglio, i gialloneri sono in ritiro a Desenzano del Garda, con un organico già completo, in cui c’è un altro livornese. «È Alberto Chiesa – continua coach Gianluca – un mio fedelissimo, ma un altro ex Livorno è Andrea Lovotti. Sono felice che molti ragazzi abbiano scelto Calvisano dopo il mio approdo su questa panchina. Tra questi il terza linea Steyn, miglior giocatore delle finali per l’ultimo scudetto vinto dal Mogliano. Non voglio fare proclami, solo dare il mio contributo, poi facciamo parlare i fatti».

Entrato in Fir nel 2001, Guidi ha allenato le nazionali under 18,19 20 e l’Italia A, conseguendo risultati di notevole spessore. Come e perché è maturata l’uscita dal pianeta azzurro? «In Fir ho fatto tutte le esperienze possibili fino ad oggi. Ora ho bisogno di cimentarmi con un club per lavorare quotidianamente e crescere ulteriormente. È stata una soluzione concordata anche con il presidente Gavazzi, una persona che apre margini per la creazione in futuro di uno staff tutto italiano per la nazionale maggiore. E io sto studiando per questo».

Ma intanto, che cosa pensa dell’attuale staff? «Brunel è un tecnico di spessore, ha portato novità importanti e avvicinato gli sportivi. Fare sold out all’Olimpico per 3 volte nell’ultimo 6 Nazioni non è scontato di questi tempi. Poi c’è un altro dato rilevante: abbiamo battuto la Francia con una formazione fatta per 7/15 da giocatori usciti dalle accademie federali. Vuol dire che i risultati arrivano».

Uscire dalla Fir con un titolo iridato non è da tutti: con l’Italia under 20, infatti, Guidi ha vinto a giugno il Junior World Rugby Trophy in Cile, il Mondiale B di categoria. Dal giro della nazionale a Calvisano, sempre via da Livorno, che però resta uno stimolo costante per Gianluca Guidi. «Se il Livorno Rugby è stato eletto miglior centro federale di formazione tra 24 esistenti in Italia vuol dire che si sta lavorando nella direzione giusta. Diego Saccà e il suo staff sono encomiabili e lungimiranti, perché la strada è ancora lunga e dura, ma è nel vivaio che si annidano le nostre fortune. Io stesso sono uscito dal settore giovanile, sono stato capitano a 21 anni, e un giorno mio figlio Riccardo vestirà la maglia biancoverde».

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